Vincenzo Cirillo (Liberi e Uguali): Vivibilità, sviluppo e lavoro le mie priorità

vincenzo-cirilloVincenzo Cirillo, 43 anni, Presidente del Consiglio comunale di Trecase in carica, è tra i più giovani a tentare la strada dell’ingresso a Palazzo Madama. Dipendente del Ministero dell’Istruzione (è assistente tecnico di laboratorio), ha partecipato per la prima volta ad una elezione nel 1994. Da allora è stata sempre eletto ed ha ricoperto vari incarichi di governo locale. Nel corso degli anni ha maturato una grande esperienza nell’allestimento di eventi culturali e mondani, grazie alla collaborazione con il cognato Enzo Miccio con il quale ha avviato un proficuo sodalizio professionale ed artistico. Cirillo è candidato al Senato nel Collegio uninominale Campania 9 (da Torre del Greco a Sorrento, passando per Castellammare di Stabia) sotto l’egida di Liberi e Uguali, il partito guidato da Pietro Grasso.

Presidente, perché ha deciso di candidarsi?

“Non è stata una scelta personale, ma il frutto di insistenze fortissime che ho avuto da parte dei vertici regionali e nazionali di Liberi e Uguali. Del resto il presidente Grasso e la presidente Boldrini hanno dato indicazioni precise, sostenendo la necessità di inserire nelle liste persone che vivono i territori, soprattutto giovani, con una esperienza politica sana alle spalle e che non fossero indagati e/o inquisiti. A questo va aggiunto il requisito della passione. Sono in politica da tanti anni. Gli elettori mi hanno sempre accordato la loro fiducia e, grazie, al loro sostegno, sono riusciti a raggiungere traguardi molto importanti”.

Quali saranno le sue priorità?

“Dare spazio al territorio, partendo dalle periferie abbandonate. A differenza dei miei avversari non vengo a raccontare favole per poi sparire. Voglio dedicarmi, come ho sempre fatto, alla risoluzione dei problemi della vita quotidiana. Penso, tanto per fare un esempio, al sottopasso di via Nocera a Castellamare di Stabia, che è una follia e che metterebbe in difficoltà la viabilità e il commercio. Alle Terme che devono tornare ad essere il fiore all’occhiello. Posso anticipare che insieme a mio cognato Enzo Miccio abbiamo elaborato un progetto di rilancio per trasformarle in un Polo di lusso nel quale potranno arrivare personalità anche dall’estero per sottoporsi a trattamenti davvero esclusivi. Senza, ovviamente, intaccare i servizi e le prestazioni sanitarie da erogare ai comuni cittadini”.

In che modo pensa di poter aiutare il territorio?

“Mi impegnerò per il recupero delle nostre tradizioni, promuovendo fiere ed eventi nel settore florovivaistico e per il riutilizzo a fini turistici, artistici e culturali delle Ville vesuviane. Da esperto in materia di fondi comunitari e regionali ho intenzione di recuperare i fondi agricoli abbandonati per promuovere coltivazioni biologiche. Abbiamo avviato un percorso con la Fondazione Univerde, di cui è presidente l’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio, per seminari e progetti su green economy e energie alternative. Sempre ricorrendo a fondi europei, intendo rilanciare a Sorrento e dintorni l’artigianato tipico. Ho già incontrato il Maestro Ercolano che è uno degli ultimi incisori, famosissimo nel suo settore. Quest’arte rischia di estinguersi ma, secondo me, non deve affatto scomparire. Insieme ad Enzo Miccio vogliamo far diventare la zona che va da Castellammare a Massalubrense un Polo d’eccellenza per i matrimoni internazionali. Gli stranieri ricchi anziché optare per la Toscana potranno sposarsi in questa zona, visitare, insieme ai loro invitati, le bellezze naturali ed archeologiche, mangiare le nostre specialità. Provate ad immaginare in termini di indotto quanti posti di lavoro si possono attivare in questo modo, perché le maestranze dovranno essere solo del posto. Ho preso, poi, un impegno solenne con i marittimi per migliorare le loro condizioni di lavoro e far sì che la loro attività venga inserita tra quelle usuranti”.

 

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