Turismo, per l’area vesuviana serve un percorso legato alla devozione popolare

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vesuvioTorniamo sulla vicenda dei “pacchi alimentari”. Siamo dell’idea che l’unico modo per risolvere il problema della scarsa redditività delle famiglie boscotrecasesi sia quello di creare nuove occasioni di lavoro. Ma come? Nel corso degli anni, complice una certa inadeguatezza o impreparazione della classe dirigente, si è sviluppata la tendenza a ritenere che il compito di un amministratore locale sia quello di gestire il regolare funzionamento dei servizi erogati.

Nulla di più sbagliato. La gestione dell’ordinario è un qualcosa che attiene alla vita di tutti i giorni; una routine per l’appunto.  Il politico impegnato nella istituzione più vicina ai cittadini, ossia nel comune, ha una “missione” completamente diversa: deve procedere alla individuazione degli obiettivi di medio e lungo termine. In parole semplici è chiamato a compiere delle scelte ed a programmare le risorse per perseguire gli obiettivi individuati. Dobbiamo, purtroppo, constatare, non senza rammarico, che questo genere di attività è pressoché assente.

Fatta questa doverosa premessa, entriamo subito nel vivo della questione e cerchiamo di dare qualche consiglio utile alle persone di buona volontà (ce ne sono) al di là della loro militanza nelle file della maggioranza o dell’opposizione.

Con la crisi profonda del polo industriale torrese – stabiese e l’assenza di un terziario forte l’unico modo per creare delle ricadute positive sulla economia del territorio è investire sul turismo.

Una prima proposta, per nulla originale, potrebbe essere quella di trasformare la denominazione dei nostri comuni in “Boscotrecase e Trecase al Vesuvio”. Dato che altre popolazioni ne rivendicano la “titolarità” è bene compiere una operazione di marketing per far capire, soprattutto all’estero, che gli unici che possono portare avanti una siffatta pretesa siamo noi che il Vesuvio lo tocchiamo con mano.

Il cambio del nome sarebbe, però, solo il primo passo. C’è una ulteriore battaglia da combattere (in senso metaforico), quella della “Busvia del Vesuvio”. Si tratta del servizio di trasporto su gomma che consente ai forestieri di raggiungere la sommità del cratere dal nostro versante che, come è noto, tocca molto marginalmente il territorio di Boscotrecase e di Trecase.

Migliaia di turisti, specie con la bella stagione appena iniziata, attraversano la strada provinciale panoramica per entrare nella Riserva Naturale “Alto Tirone della Guardia” senza conoscere nulla del territorio di Boscotrecase e Trecase. Una scelta strategica radicalmente sbagliata che penalizza le attività commerciali e le botteghe artigiane. Se gli amministratori dei due centri si attivassero per imporre – se non altro per ragioni di equità – delle soste intermedie in punti strategici ci sarebbero dei vantaggi immediati dal punto di vista economico.

Sarebbe, però, di pessimo gusto far sostare i pullman senza offrire ai turisti un motivo valido. Che potrebbe essere rappresentato da un percorso turistico legato alla religiosità ed alla devozione popolare. C’è un filo rosso che lega gli edifici di culto della zona. Ecco le possibili tappe di questo viaggio alla scoperta della fede alle falde del Vesuvio: piazza S. Gennaro e via Regina Margherita a Trecase per visitare il Santuario diocesano di San Gennaro, l’unico dedicato al vescovo decapitato dai romani, e la Chiesa di Sant’Antonio di Padova; piazza S. Anna, piazza Annunziatella e  largo Casa Vitelli a Boscotrecase per offrire alla vista degli escursionisti la Parrocchia di Sant’Anna e la Chiesa di San Francesco d’Assisi del Terz’Ordine Francescano, l’Ave Gratia Plena (la cui struttura venne utilizzata come modello per la costruzione della ben più nota Basilica di Pompei) e la SS. Addolorata.

La permanenza di gruppi di turisti nei centri storici di Boscotrecase e Trecase darebbe quello scossone all’economia che manca da tempo. Cari politici di Boscotrecase e Trecase che cosa ne pensate?

Rifiuti, a Boscotrecase parte la crociata di vigili e protezione civile

raccolta-differenziata

raccolta-differenziataIl comune di Boscotrecase dichiara guerra a chi deposita i rifiuti fuori orario o non rispetta i giorni stabiliti per le diverse tipologie. Con un supplemento alla ordinanza numero 15 del 2015 il sindaco Agnese Borrelli ha stabilito l’ammontare delle sanzioni.

Il provvedimento in parola distingue le violazioni commesse da utenze domestiche, vale a dire da semplici cittadini, da quelle degli esercenti commerciali. I primi se la caveranno con una multa variabile da 25 a 210 euro, i secondi potranno essere chiamati a sborsare un importo variabile tra un minimo di 35 e un massimo di 270 euro. Il tutto “fatta salva la segnalazione all’autorità giudiziaria nel caso di ipotesi di reato”. Il che significa che chi viene pizzicato a sversare rifiuti speciali non pericolosi per strada rischia la incriminazione penale.

liottoMa l’atto appena citato non si ferma qui, nel senso che spiega che la procedura seguita sarà quella prevista dalla legge 689/81, nel senso che verrà redatto un verbale di accertamento della violazione che dovrà obbligatoriamente contenere tutte le indicazioni previste dalla legge. Gli scritti difensivi dei presunti trasgressori dovranno essere inoltrati al Responsabile del Settore Ambiente del Comune di Boscotrecase. L’ordinanza appena emessa annulla e sostituisce tutte le precedenti con essa in contrasto.

A monte di tutto ciò vi è la istituzione di una task force che non si limiterà soltanto alla sensibilizzazione dei cittadini ma interverrà nel caso di conferimento abusivo. Dell’organismo fanno parte in primis gli agenti della polizia locale, coordinati dalla dirigente Maria Clotilde Liotto (nella foto, durante la cerimonia di inaugurazione della Statua della Vergine Maria in piazza Sant’Anna) , unitamente al personale della società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani con il supporto dei volontari del Gruppo comunale di Protezione Civile.

La decisione adottata pone una serie di domande: posto che i rifiuti vanno conferiti dalle 21 alla mezzanotte, in una fascia oraria in cui il comune è chiuso e la polizia locale non assicura alcun servizio, come avverranno i controlli? Nel caso in cui venga rinvenuta una micro-discarica come avverrà la individuazione delle relative responsabilità ai fini del pagamento della sanzione? Sarà seguito il criterio della “prossimità”? Le multe, a giudicare dalla disposizione del sindaco, dovrebbero fungere da deterrente contro il fenomeno del conferimento abusivo dei rifiuti.

Chi scrive è, invece, convinto che, per far decollare la differenziata una volta per tutte, occorra prevedere meccanismi di premialità a vantaggio dei nuclei familiari e degli esercenti “ricicloni” come, ad esempio, una consistente riduzione della pressione fiscale locale. In questo modo si eviterebbe agli agenti della polizia locale di mettere le mani nell’immondizia per dedicarsi, in  maniera più fruttuosa, ad altre incombenze come il controllo della qualità dei cantieri stradali, le voragini presenti sul manto stradale, la cementificazione selvaggia, ecc.

Boscotrecase, la casa comunale tra restyling e degrado

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comuneCon l’installazione del portale e dell’insegna in pietra lavica si può dire che volge al termine il restyling della palazzo municipale di Boscotrecase. Ci sono voluti diversi anni ma alla fine lo stabile che ospita gli uffici dell’ente ha assunto un aspetto sicuramente più dignitoso rispetto al passato con un’aula consiliare degna di questo nome (anche se ricordiamo, con una certa nostalgia, la sala del passato con i banchetti scolastici, un rudimentale impianto di amplificazione governato dal “sempreverde” Salvatore Amaro, e i manifesti incollati alle vetrate per difendere i “deputati” locali dai raggi del sole) e l’ascensore per consentire a portatori di handicap e anziani di raggiungere il piano nobile e quello superiore. Fin qui le note positive di un lavoro che è stato fortemente voluto dalla prima cittadina, Agnese Borrelli e dai suoi più stretti collaboratori. Non possiamo, però, fare a meno di osservare, lo stato di abbandono che regna incontrastato all’esterno dell’edificio con aiuole per nulla curate ed erbacce e rifiuti dappertutto. Le foto che pubblichiamo documentano ampiamente questa situazione. Evidentemente è venuta a mancare, con il passare del tempo, l’ordinaria manutenzione. Eppure basterebbe davvero poco per rendere più gradevole piazza Municipio. Si tratta di degradouno spazio pubblico che andrebbe ulteriormente valorizzato e reso fruibile dalla popolazione. Bene hanno fatto, da questo punto di vista, i componenti dell’associazione ‘A Vriala, coordinati dal professore Alessandro Collaro, ad allestire in loco i giochi di un tempo con i rappresentanti dei vari quartieri. Lo stesso discorso vale per la facciata esterna della casa comunale. E per le bandiere che campeggiano dall’antisala dell’ufficio sindacale. Forse sarebbe il caso di sostituirle con delle insegne più
decorose. Se, da un lato, dunque, il visitatore è piacevolmente sorpreso dai lavori fin qui effettuati, dall’altro, non può non dolersi del degrado dilagante.  Ecco perché lanciamo un appello all’assessore competente ad intervenire per porre rimedio. La rinascita di una comunità passa anche dalla riappropriazione degli spazi e dalla capacità di gestirli con le risorse necessarie…