A Napoli corso su “Lifestyle & Sclerosi multipla”

Gli studi clinici indicano che le abitudini possono influenzare positivamente o negativamente la storia clinica dei malati cronici. Alimentazione, attività fisica e sessuale, interazioni sociali sono “terapie” che aiutano i pazienti ad avere una migliore qualità di vita e affrontare meglio la loro malattia. La sclerosi multipla è un caso esemplare di questo fenomeno: i pazienti sono giovani e grazie alle terapie riescono a rallentare la progressione della malattia, ma se non sono messi in grado di vivere una vita piena non riescono a trarre tutti i benefici delle terapie. Un problema sociale che i neurologi hanno deciso di affrontare durante il corso “Lifestyle & SM”, organizzato grazie al supporto di Biogen, che vedrà convergere a Napoli medici provenienti da tutta Italia. La sclerosi multipla è una malattia neurologica cronica che può portare a una progressiva disabilità. In Italia convivono con la SM 118mila persone, di cui circa 10mila in Campania. Ogni anno si registrano più di 3.400 nuovi casi, e la diagnosi arriva la maggior parte delle volte tra i 20 e i 40 anni. Tanto che la SM è la seconda causa di disabilità, dopo gli incidenti stradali, nella popolazione giovanile. Un’emergenza sanitaria e sociale che vede i neurologi combattere in prima linea: a loro il compito di prendersi carico dei pazienti a 360°.”Oggi abbiamo a disposizione molti farmaci che ci consentono di rallentare la progressione della malattia e di personalizzare la cura a partire dal singolo paziente” – ha spiegato Gioacchino Tedeschi, direttore Clinica Neurologica e Neurofisiopatologia A.O.U. – Università della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli, Presidente eletto della Società Italiana di Neurologia. “Ma come medici, oltre ad offrire le migliori cure, dobbiamo saper ascoltare e interagire anche su temi che riguardano gli stili di vita. Per indirizzare le persone con SM e aiutarle a vivere una vita il più possibile soddisfacente». Da qui la necessità di un corso di formazione che affrontasse in maniera scientifica i temi legati al lifestyle. Uno degli argomenti più scottanti è quello della sessualità, spesso trascurato dai medici e taciuto dai pazienti. Gli studi – come illustrerà la relazione di Roberta Lanzillo, neurologa dell’Università Federico II di Napoli – ci dicono che i problemi della sfera sessuale interessano fino al 90% delle persone con SM: i sintomi più frequenti sono di ordine psicologico, legati all’accettazione della condizione di malattia e di disabilità, mentre sono meno frequenti i problemi di natura organica. Sono però problematiche che raramente entrano a far parte del colloquio con il medico: i pazienti non ne parlano, i professionisti non chiedono e il problema non viene risolto. “Dobbiamo però essere pronti ad affrontare anche questa tematica perché è parte integrante del benessere e della qualità di vita” – ha sottolineato Luigi Lavorgna, Neurologo – azienda ospedaliera universitaria “Luigi Vanvitelli” di Napoli, ideatore del corso di formazione. La vita di relazione e la socialità in generale non può essere sottovalutata: i pazienti che conducono una vita sociale attiva stanno meglio anche dal punto di vista clinico. Il web in questo contesto è uno strumento potente di condivisione e connessione fra persone che vivono con la SM, come dimostra il successo ottenuto dal primo social network dedicato alla SM (https://www.smsocialnetwork.com/)”. Al centro del dibattito anche l’alimentazione e i suoi effetti sul decorso della malattia. Recenti ricerche hanno messo a confronto diversi regimi alimentari dimostrando che il più protettivo per le persone con SM è la dieta mediterranea. A parlarne durante il corso sarà Marinella Clerico, neurologa all’Università degli Studi di Torino, che con il suo gruppo di ricerca ha da poco iniziato uno studio sul microbiota per capire in che modo la composizione della flora intestinale influisce sul sistema immunitario e quindi sull’andamento della sclerosi multipla. “È importante che il medico sappia argomentare con il paziente la necessità di seguire una dieta variata e sana” – ha commentato Giorgia Maniscalco, Neurologa, Centro Sclerosi Multipla, Ospedale Cardarelli, Napoli. “E lo inciti ad avere stili di vita appropriati. Senza però dimenticare che la malattia può avere conseguenze anche sullo stato psicologico e cognitivo delle persone”. L’infiammazione che caratterizza la SM, infatti, lavora nel sistema nervoso centrale alterando la capacità delle sinapsi e dei circuiti neuronali di svolgere il loro compito. Come spiegherà Massimiliano Di Filippo, neurologo all’Università degli Studi di Perugia, durante il corso di formazione, questo fenomeno può portare a modificazioni del comportamento, alterazioni delle funzioni cognitive e disturbi di tipo psichiatrico. Sintomi che alterano fortemente la qualità di vita delle persone con SM e che devono essere affrontate dal medico nell’ottica di un management ottimale.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *