Migranti, a Boscotrecase progetto per 40 minori non accompagnati

 D’ora in avanti anche il Comune di Boscotrecase svolgerà un ruolo attivo nell’accoglienza e, soprattutto, nella integrazione dei cittadini stranieri che arrivano sulle nostre coste e decidono di avvalersi delle forme di protezione internazionale previste. E, a giudicare dalla storia della comunità che ha dato i natali al cardinale filosofo Giuseppe Prisco, la scelta appena compiuta dall’esecutivo guidato dal sindaco Pietro Carotenuto potrebbe rivelarsi estremamente vantaggiosa, sia sotto il profilo sociale (perché l’integrazione, come dimostrano alcune esperienza di eccellenza in ambito nazionale è un valore aggiunto) che economico (i fondi occorrenti sono concessi dal Viminale).

Il Comune, con una delibera di giunta appena pubblicata nell’albo pretorio (a parziale modifica di un precedente provvedimento che risale a marzo 2017) ha deciso di aderire alla Rete Sprar, ossia al Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, con un progetto di cui potranno beneficiare 40 minori stranieri non accompagnati.

Lo Spar è un sistema di accoglienza di secondo livello tramite il quale vengono gestiti i migranti che sono in Italia già da un po’ di tempo, che sono già in possesso di un permesso di soggiorno temporaneo e che hanno già intrapreso tutti i controlli del caso. Il finanziamento statale non ha niente a che fare con i fondi erogati alle organizzazioni che gestiscono l’accoglienza, ma viene stabilito di volta dal Ministero in volta sulla base dell’effettivo progetto presentato e finalizzato all’integrazione e all’inserimento lavorativo.

Come solitamente accade in casi del genere viene posto in essere un partenariato ad hoc tra l’ente locale, in capo al quale grava la responsabilità del progetto, e l’ente attuatore che dovrà essere individuato tra enti, associazioni, cooperative, consorzi e soggetti giuridici sia in forma singola che associata. Tutti gli enti interessati devono possedere una pluriennale e consecutiva esperienza nella presenza in carico di questi soggetti più vulnerabili. Nel caso di associazione temporanee di imprese e figure similari tutti i componenti devono essere in possesso della esperienza pluriennale al momento della composizione e deve essere indicato il soggetto capofila. Il soggetto attuatore deve farsi carico del 5 per cento del cofinanziamento. I servizi minimi da erogare comprendono la mediazione linguistico – culturale, la formazione e la qualificazione professionale, l’orientamento e l’accompagnamento all’inserimento abitativo, lavorativo e sociale, l’assistenza legale e la tutela socio sanitaria.

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