“La Stazione Bayard di Torre Annunziata”, ultima fatica letteraria di Vincenzo Amorosi

libro“Una limpida lettura che abbraccia, decifrandole, le tante vestigia e preminenze architettoniche, sparse lungo il percorso dei binari tra Napoli e Castellammare di stabia, rievocandone magistralmente le vicende trascorse”.  Così Flavio Russo, storico, studioso di architettura e tecnologie militare, presenta il libro dal titolo “La Stazione Bayard di Torre Annunziata”.  Una pregevole opera letteraria realizzata, alla luce di documenti inediti d’archivio da Vincenzo Amorosi, araldista e studioso locale che evidenzia con precisi riferimenti e motivazioni la trasformazione di un territorio a tratti stravolto da un insediamento tecno-urbano che di massima contribuì allo sviluppo sociale del nostro territorio vesuviano.
La pubblicazione è un’ erudita risposta al quaderno di architettura di Nunzia Cantile dal titolo “Sulle orme di Bayard, il viadotto di Torre Annunziata” che il 9 febbraio scorso fu presentato a Palazzo Criscuolo, sede del Museo dell’Identità di Torre Annunziata. Il lavoro di Amoroso si differenzia dal libricino della Cantile sia per contenuto che per argomenti.  Esso è strutturato fondamentalmente su argomenti storici, tecnici, realizzativi in termini ferroviari visti in un contesto ambientale e su un’analisi del territorio oplontino d’inizio ‘800.  Lo studio dei documenti conservati all’Archivio di Stato in Napoli hanno contribuito ad ampliare la conoscenza di un manufatto costruttivo, nello specifico il viadotto ferroviario, che sta vivendo attualmente un’attenzione mediatica sull’onda essenzialmente di una curiosità invisa in tempi addietro, ma rinata stranamente da un progetto di riqualificazione e da una facilissima consultazione documentaria che il mondo informatico offre da ben sei anni.  (Nino Vicidomini).

Al professore Vincenzo Amorosi, uomo di profonda fede e cultura,  le congratulazioni di tutta la redazione di Pagine Vesuviane e l’augurio di poter continuare a portare avanti i suoi studi con la passione e l’entusiasmo di sempre. L’Autore, calabrese d’origine ma oplontino di adozione, del quale ci ha sempre colpito la straordinaria modestia e l’umiltà d’animo – doti ormai rare – insieme ad altri maestri come Carlo Avvisati e Angelandrea Casale, tanto per fare qualche nome, fa parte di una generazione di intellettuali che costituisce una preziosa risorsa per la nostra terra.  Per questo auspichiamo che le amministrazioni di Torre Annunziata e Boscoreale si attivino per concedere a queste personalità il giusto tributo al loro impegno culturale e, perché no, sociale. (ca)

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