Boscotrecase sogna di diventare un “Comune riciclone”

Manca ancora l’ufficialità. Ma è molto probabile che, nel corso del 2018, il Comune di Boscotrecase abbia raggiunto la fatidica soglia del 65 per cento di raccolta differenziata. Questo risultato farebbe entrare la piccola municipalità che ha dato i natali al cardinale Giuseppe Ermenegildo Prisco nel novero dei comuni cosiddetti “ricicloni”. Per quei pochi che non lo sapessero si tratta della iniziativa di Legambiente, patrocinata dal Ministero per l’Ambiente, che premia le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti: raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati da raccolta differenziata. Per ogni regione vengono definiti i vincitori assoluti per quattro categorie: comuni sotto i 5.000 abitanti, comuni tra i 5.000 e i 15.000 abitanti, comuni sopra i 15.000 abitanti e comuni capoluogo. A questi si aggiungono i vincitori per ogni categoria merceologica di rifiuto.

Bocche cucite nei corridoi del Palazzo di via Rio, dove si tengono sotto controllo i dati in attesa di poter dare l’annuncio ufficiale. Nessuno ne parla, ma le indiscrezioni che abbiamo raccolto lasciano supporre che l’ambito traguardo sia a portata di mano. L’amministrazione  guidata dal sindaco Pietro Carotenuto e dal suo vice, Francesco Monteleone – al quale è toccata in sorte la delicata delega dell’igiene urbana – ha puntato molto su questo aspetto che incide tanto sulla vivibilità. C’è, però, un ostacolo sulla strada del successo. Ed è il conferimento selvaggio. In alcuni punti del paese, come, ad esempio, in via Giordano o lungo altre stradine meno frequentate, vengono abbandonati rifiuti in maniera indiscriminata, soprattutto durante le ore notturne. Questo comportamento danneggia enormemente la collettività. Per debellarlo, in attesa della entrata in azione degli ispettori ambientali volontari, si stanno muovendo gli agenti della municipale, anche se la soluzione più adeguata resta quella della videosorveglianza con l’utilizzo di telecamere di ultimissima generazione in grado di rivelare i numeri di targa.

Nella parte restante del paese la situazione è maggiormente sotto controllo. Merito della sinergia tra i vertici dell’esecutivo, la comandante della polizia locale, Maria Clotilde Liotto e i componenti della Rete di associazioni, molto attiva nel campo della promozione della educazione ambientale.

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