Boscotrecase: non piove più in Chiesa, progettista devoto paga tutto lui

Da oggi in poi non ci saranno più infiltrazioni di acqua piovana all’interno della Chiesa di San Francesco d’Assisi. Grazie all’impresa Francesco Cretoso di Poggiomarino ed alla direzione tecnica dell’ingegnere Alfredo Izzo (che ha materialmente pagato i lavori) e della esperta collaboratrice Daria Cirillo il tetto dell’edificio di culto, cuore pulsante della religiosità popolare, è perfettamente integro. I lavori, che operai e professionisti hanno curato gratuitamente, quale segno di devozione dei confronti del Poverello di Assisi, patrono d’Italia e degli ecologisti, sono appena terminati. Un intervento necessario a giudicare dal dossier fotografico realizzato da Flavio De Vivo per documentare le condizioni del tempo. La presenza dell’Ordine francescano a Boscotrecase, risale al 1883 quando, per volontà del parroco Giuseppe Izzo fu eretta canonicamente la prima comunità con la partecipazione di molti cittadini del luogo.  La primitiva chiesa dedicata al Poverello di Assisi sorgeva nei pressi del campanile della chiesa parrocchiale di Sant’Anna dove attualmente è ubicato l’ufficio del parroco. Due correnti laviche della catastrofica eruzione del Vesuvio nell’aprile del 1906 invasero la piccola cittadina napoletana, e, una di queste, circondò la chiesa matrice. La lava, purtroppo, non risparmiò la piccola cappella di San Francesco che venne completamente distrutta, insieme alla statua lignea del Santo. Nel 1907 cominciarono i lavori per la costruzione di una nuova chiesa dedicata a San Francesco in un terreno vicino, messo a disposizione da due devote. La realizzazione, ultimata in cinque anni, vide collaborazione di tutti i cittadini: ognuno offriva ciò che poteva. I più indigenti, non avendo denaro a disposizione, si impegnavano a svolgere giornate lavorative, annotando su piccoli registri, alcuni ancora conservati nell’Archivio dell’Ordine Francescano Secolare della Regione Campania, le loro prestazioni a titolo di volontariato. L’ex parroco Giuseppe Izzo, elevato, nel frattempo, alla dignità vescovile ed eletto alla sede di Cava e Sarno (Diocesi successivamente soppressa), offrì l’altare maggiore in marmi policromi e la mensa sulla quale è presente una scritta in latino che attesta la donazione. I boscotrecasesi più in vista donarono tutto il resto. La Chiesa fu consacrata l’8 novembre del 1913. Da allora, il tempio è diventato il simbolo della religiosità popolare dei boscotrecasesi. In questa chiesa, piccola ma accogliente, si sono formate intere generazioni di cattolici impegnati in politica e nel sociale.

 

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