Boscotrecase, il Comune parte civile contro i dipendenti indagati per assenteismo

È stato rinviato al 24 ottobre prossimo il processo a carico dei famigerati “furbetti del cartellino” del Comune di Boscotrecase. L’udienza in programma davanti al presidente di sezione del Tribunale di Torre Annunziata, dottor Francesco Todisco, è saltata a causa dell’astensione dalle udienze proclamata dall’Unione delle Camere Penali. Si tornerà in aula dopo la pausa estiva, dunque. Dovrebbe essere la volta buona per cominciare a ricostruire nel merito i fatti al centro dell’indagine che tanto clamore ha suscitato anche a livello mediatico. Nell’ultima udienza si sarebbe dovuto costituire parte civile il Comune di Boscotrecase. La giunta presieduta dal sindaco Pietro Carotenuto, ha deliberato di affidare l’incarico all’avvocato Nando Rendina del Foro di Torre Annunziata. La municipalità vesuviana, infatti, non dispone dell’Ufficio Avvocatura e deve, giocoforza, fare di necessità virtù, ricorrendo alla nomina di professionisti esterni.

Il ragionamento dei vertici dell’amministrazione è chiaro: qualora venissero accertati i reati contestati agli imputati, la sentenza di condanna farebbe sorgere in capo all’ente, parte lesa, il diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e non cagionati dalla condotta illecita dei propri dipendenti, ivi compresi quelli di immagine. Si tratta (quasi) di un atto dovuto, anche se va detto che, venute meno le esigenze cautelari, tutti i dipendenti indagati sono tornati a svolgere regolarmente la loro attività (ad eccezione di quelli che hanno terminato il servizio per raggiunti limiti di età) e collaborano con impegno e abnegazione al fianco di quegli stessi politici che hanno optato per la costituzione di parte civile.

Era luglio 2016, quando 6 persone (su 26 indagati totali) finirono addirittura agli arresti domiciliari ed altre, invece, furono sospese dal lavoro dai sei ai dodici mesi. Le indagini-lampo erano state eseguite dai carabinieri della stazione di Trecase e della Compagnia di Torre Annunziata con telecamere nascoste e pedinamenti, dall’8 febbraio al 21 marzo. Quattro occhi elettronici, di cui tre collocati all’esterno del plesso di via Rio e uno a ridosso del badge elettronico, avevano documentato che alcuni “colletti bianchi” e vigili urbani timbravano il badge per se stessi e per altri colleghi e subito dopo si allontanavano per disbrigo di varie incombenze. A settembre scorso il gup Emma Aufieri ha accolto le richieste del pm Sonia Nuzzo e rinviato a giudizio i 26 dipendenti del Comune di Boscotrecase, respingendo le richieste di proscioglimento avanzate dal collegio difensivo, composto, tra gli altri, dagli avvocati Ferdinando Striano, Elio D’Aquino, Michele Riggi, Massimo Sartore, Antonio Cesarano e Gennaro De Gennaro. L’operazione mise in grandissima difficoltà l’attuale primo cittadino da poco eletto, il quale, grazie anche al supporto della Prefettura di Napoli, riuscì, comunque, ad assicurare la normale erogazione dei servizi.

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