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Anguilla o Capitone, quale preferiscono mangiare i napoletani: nel periodo natalizio è un piatto indispensabile

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Come cucinare l’anguilla – paginevesuviane.it

Qual è secondo voi il piatto preferito dei napoletani se dovessero scegliere tra anguilla e capitone? Scopriamolo insieme.

L’anguilla o il capitone non può mai mancare nella tavola natalizia dei napoletani e per una buona ragione. Si tratta di un piatto a dir poco delizioso, ricco e saziante. Molti di noi però, anche se li hanno sentiti nominare entrambi almeno una volta, nonostante la regione di provenienza, non hanno la più pallida idea della differenza tra i due.

In realtà quando si parla di anguilla o capitone si fa riferimento allo stesso pesce. Ebbene sì, non sembrerebbe ma i due nomi si riferiscono al medesimo esemplare, con l’unica differenza che l’anguilla rappresenta il maschio (tendenzialmente più piccolo),mentre con il termine capitone ci si riferisce alla femmina.

In ogni caso questo pesce è ormai diventata una parte integrante della tradizione napoletana, soprattutto durante il periodo delle feste. Ma scopriamo insieme alcune curiosità dell’anguilla (capitone) e il modo in cui si potrebbe cucinare per le prossime festività.

Alla scoperta dell’anguilla

Per coloro che non hanno un’idea chiara di come sia fatta, l’anguilla è conosciuta per la caratteristica forma allungata e rotonda, e proprio per questo assomiglia vagamente ad un serpente. Non è un caso che il suo nome derivi da anguis, che significa serpe. In Italia non è un pesce particolarmente diffuso ma negli ultimi decenni ha cominciato a prendere piede soprattutto in alcune regioni come la Campania.

Nonostante la femmina venga chiamata capitone, in realtà quando si parla di questo animale si utilizza il nome generico di anguilla, il cui maschio è lungo circa 60 cm e pesa piò o meno 200 grammi. L’esemplare femmina invece può arrivare ad una lunghezza di un metro e mezzo e ad un peso di 6 kg. La colorazione può variare, passando dal grigio-bruno ad un verdastro, in base anche all’habitat in cui vive. Data la sua forma allungata simile a quella del serpente, nell’antichità si pensava che mangiarla portasse fortuna e proprio per questa ragione a Napoli l’anguilla è molto diffusa.

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Come cucinare l’anguilla – paginevesuviane.it

Come cucinare l’anguilla

L’anguilla che presente sulla tavola degli italiani, soprattutto quella dei napoletani, è il capitone, ovvero gli esemplari più grandi. Può essere venduta sia viva che congelata, essiccata o in scatola a seconda delle proprie esigenze. Generalmente però molti preferiscono optare per l’anguilla viva. Ma attenzione, per capire se è davvero fresca, basta dare un’occhiata alla pelle, che deve essere lucida e compatta.

Per quanto riguarda la preparazione, l’anguilla può essere cucinata in vari modi ossia in umido, fritta, alla brace, insomma  a voi la scelta. A Napoli si sceglie solitamente il metodo in umido o con marinatura di aceto. In alternativa si punta sulla cottura fritta.