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È noto per la produzione di ceramica e fatto da case tutte colorate: un borgo da cartolina nascosto tra i monti avellinesi

Calitri
Calitri, borgo di Avellino famoso per la lavorazione della ceramica – paginevesuviane.it

Nel cuore di Avellino si cela un borgo super affascinante, famoso soprattutto per la sua ceramica: scopriamolo insieme.

È soprannominato la Positano d’Irpinia e da decenni ormai attrae migliaia e migliaia di visitatori da ogni parte del mondo. Del resto il suo fascino è indiscutibile così come quello delle zone circostanti che hanno da sempre contraddistinto la Regione Campania e nello specifico la provincia di Avellino.

Molti di voi non l’avranno mai sentita nominare, soprattutto se residenti in altre parti dello stivale, ma Calitri è celebre nel Sud Italia grazie alla sua posizione strategica e alla sua varietà di colori che compongono le case del borgo.

Arroccato su un monte, quest’ultimo si trova al confine più orientale dell’Irpinia, che come sappiamo è stata devastata dal terremoto del 1980, un evento tragico che ha portato distruzione e morte. Calitri però è riuscita a sopravvivere, così come la sua atmosfera vivace e secolare.

Alla scoperta di Calitri

Situata a 530 metri s.l.m, Calitri confina con ben otto comuni differenti (gli ultimi quattro si trovano in provincia di Potenza): Andretta, Aquilonia, Bisaccia, Cairano, Pescopagano, Rapone, Rionero in Vulture e Ruvo del Monte in Provincia di Potenza.

Con poco più di 4 mila anime, questo suggestivo borgo campano si contraddistingue non solo per la sua posizione, arroccata su una roccia, ma anche per l’incredibile arcobaleno di colori che caratterizza l’insieme di abitazioni. Ma c’è ben altro che l’ha resa così nota e si tratta della sua ceramica.

ceramica
Calitri, borgo di Avellino famoso per la lavorazione della ceramica – paginevesuviane.it

La ceramica

Nel tempo Calitri ha raggiunto la notorietà per la lavorazione della sua incredibile ceramica. Infatti il territorio vanta una prolificazione di argille, che ha attratto, nel corso del IV secolo, un numero sempre più ampio di ceramisti. Grazie al ritrovamento di un’antica lettera, dove si parlava di vasi da inviare a Roma, si è potuto appurare che le prime fornaci risalgano al XVI secolo.

La ceramica dunque ha svolto un ruolo chiave nel commercio e nella sopravvivenza di questo borgo e dei suoi abitanti, come dimostra la stessa toponomastica di Calitri. Infatti molte strade rimandano alla lavorazione dell’argilla e al mestiere del ceramista. Tra queste ricordiamo “Vico dei Tornilli“, che rimanda all’uso del tornio, e “Via Faenzari” in riferimento agli artigiani di Faenza presenti in questa zona nel ‘600.