Trecase/Boscotrecase, turismo: lo sfogo dell’imprenditore Russo

maurizio-russo“L’abbandono indiscriminato dei rifiuti e la paura del Coronavirus ci hanno messo in ginocchio”. A parlare è l’imprenditore Maurizio Russo, patron e motore di “Cantina del Vesuvio”. Il suo è lo sfogo di chi ha scelto di restare sul territorio ad investire, pur sapendo che la strada da percorrere sarebbe stata lunga e piena di insidie. Questa, in fondo, è la caparbietà che contraddistingue da sempre gli uomini e le donne cresciuti a pane e pomodorini del piennolo, bevendo dell’ottimo vino del Vesuvio. Nonostante le difficoltà, con l’aiuto di familiari e collaboratori, è riuscito a mettere in piedi dal nulla un’azienda vinicola che è un piccolo gioiello, frutto di grande passione per le eccellenze del territorio, cultura del benessere e marketing.

Poi, però, è arrivata la stagione degli incendi, nel luglio 2017, e tutto è cambiato. Il fuoco non solo ha distrutto un patrimonio ambientale di valore inestimabile ma ha inferto un colpo pesantissimo agli operatori economici che hanno dovuto giocoforza accettare il calo di presenze. “A tre anni di distanza da quei tragici fatti – afferma l’imprenditore, lasciando trasparire tutta la sua amarezza – via Matrone, l’antica strada che conduce fino al cratere del Vesuvio, non è stata ancora riaperta al transito dei bus ecologici che fino a qualche tempo fa conducevano i turisti. Che dice il presidente dell’Ente Parco?”.

A questo scempio si è aggiunto quello rappresentato dal fenomeno dell’abbandono dei rifiuti lungo la strada provinciale panoramica e all’interno della pineta vesuviana. Anche in questo caso Russo non le manda certo a dire: “Per bloccare l’andirivieni di auto e furgoncini che scaricano di tutto di più occorre installare un impianto di videosorveglianza che consenta anche la visione notturna. Oltre a prevedere servizi di pattugliamento del territorio a cura di personale in divisa. Trattandosi di una strada provinciale la competenza sarebbe della Città metropolitana di Napoli, ma, finora, non mi pare di aver visto alcun passo in questa direzione”.

In effetti il fenomeno è fuori controllo. Non a caso, nei giorni scorsi, c’è stato un appello delle guardie ambientali dell’associazione “I falchi del Vesuvio” che hanno chiesto il coinvolgimento delle forze dell’ordine per tenere testa ai facinorosi. Russo esprime il proprio disappunto nei confronti della classe politica: “non me la prendo con i sindaci – spiega – che hanno i loro problemi nel far quadrare i conti dei loro enti, ma con quegli esponenti politici regionali della nostra area che potrebbero farsi promotori di iniziative ed azioni concrete a sostegno di questi territorio”.

Il quadro si è ulteriormente complicato per la paura del coronavirus che ha fatto saltare molte prenotazioni. Insomma le parole di Maurizio Russo costituiscono un disperato grido di aiuto. Lasciarlo cadere nel vuoto significherebbe rinunciare all’idea di uno sviluppo sostenibile della fascia pedemontana del Vesuvio. (la foto è tratta del profilo facebook)

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