Trecase ricorda il “miracolo” della lava del 1906 (…e il sindaco si toglie qualche sassolino)

1Dall’anno prossimo, in occasione dell’anniversario della eruzione del Vesuvio dell’8 aprile 1906, a San Gennaro saranno consegnate le chiavi della città con i simboli del Santuario a lui dedicato e dello stemma comunale. Lo ha annunciato don Aniello Gargiulo nel corso della solenne cerimonia che celebra il patrocinio del vescovo martire. 112 anni fa, infatti, la statua del Santo, portata in processione insieme a quello della Vergine Addolorata, fermò il fronte di lava che dal Vallone minacciava di aggredire il centro abitato, così non fu per intercessione del patrono. Lo stesso accadde a Boscotrecase, dove, come racconta Matilde Serao, fu il simulacro di Sant’Anna a bloccare l’avanzata del fronte incandescente. La proposta del parroco è stata accolta con favore 2dal sindaco Raffaele De Luca che, a sua volta, ha annunciato la volontà dell’amministrazione comunale di investire sulla conservazione della memoria storica e non solo: “Accogliamo di buon grado e facciamo nostra la proposta di don Aniello – ha affermato – ma andremo anche oltre”.

Il Premio “San Gennaro/Città di Trecase” e i percorsi turistici

“Innanzi tutto istituiremo un Premio Cittadino dedicato a San Gennaro con il quale daremo un riconoscimento alle personalità che si sono distinte per impegno sociale e culturale a favore della comunità. 3Desidero attribuire il primo riconoscimento a Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe, per le tante iniziative che, con il suo paterno sostegno, siamo riusciti a realizzare e per aver decretato la istituzione del Santuario diocesano”. De Luca è un fiume in piena: “In collaborazione con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio faremo in modo che la settimana in cui ricade l’anniversario sia possibile visitare i punti interessati dalle colate laviche del 1906”. Cultura, memoria storica ed economia possono procedere a braccetto. Basta avere la volontà di farmi e dedicarsi alla programmazione.

Il potenziamento della protezione civile

4Ma non finisce qui. Il titolare della fascia tricolore, che ha seguito la processione insieme alla consorte e alla figlioletta, “scortato” dal comandante della polizia locale, Gennaro Balzano, dall’assessore Nunzio Barone e dai consiglieri Salvatore Napodano e Teresa Matrone, ha preannunciato anche altre iniziative: “A breve il nostro Gruppo comunale di Protezione Civile, al quale è stata finalmente, notificata l’iscrizione del Registro Regionale, avrà una nuova sede che sarà dislocata in alcuni locali concessi in comodato d’uso gratuito dal parroco don Aniello Gargiulo in piazza San Gennaro. Si tratta di una sistemazione provvisoria. Ciò nonostante gli operatori disporranno della linea telefonica e di internet e di tutti gli strumenti utili per poter 5gestire le situazioni di loro competenza”. Il primo cittadino ha fatto sapere di aver rimpinguato il capitolo di bilancio relativo alla protezione civile andando a prevedere ulteriori esborsi per dotare la sede operativa di un apparato radio idoneo e di altre attrezzature tecniche indispensabili. “Reputo tutto ciò – ha proseguito – una scelta strategica; la protezione civile è fondamentale per la crescita del nostro paese e il gruppo comunale di volontari di cui disponiamo ha dimostrato di meritare fiducia, riscuotendo in plauso anche di altre amministrazioni comunali per il servizio professionale reso”.

Le polemiche sulla predica pasquale e il nuovo “miracolo”

 6“Nessuna polemica – ha concluso – con don Federico c’è più piena sintonia (i due si sono abbracciati, quando il parroco di Sant’Antonio è andato incontro al patrono per unirsi insieme ai fedeli alla processione verso la statua di via Capitano Giuseppe Rea). Anche a me piacerebbe che tutto funzionasse a dovere, ma posso dire che, da parte mia, ci metto il lavoro, l’entusiasmo, la passione e l’amore per Trecase. Lavoro sedici ore al giorno per fare di questa cittadina una “perla” dell’hinterland vesuviano. Abbiamo fatto tanto per migliorare le condizioni di vita dei nostri concittadini, a volte la burocrazia non aiuta chi, come noi, tenta di amministrare con il buon senso e l’oculatezza del padre di famiglia. Vi posso, comunque, garantire che, con l’aiuto di 7tutti, anche dei vertici ecclesiali della città, aggiusteremo quello che c’è da aggiustare perché abbiamo le mani e la coscienza pulita…”.

E così, grazie a San Gennaro, si chiude una polemica (sicuramente non voluta dai protagonisti) e, chissà, si apre anche una nuova stagione della vita politica cittadina. Chi vivrà…

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