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Trecase, Napodano sul caso “Piccoli amici”: dal Pd solo sterili strumentalizzazioni

napodano“Da quando ho avuto l’onore delle deleghe da parte del sindaco De Luca, ho iniziato un capillare lavoro sul nostro territorio”. Ne ha per tutti il consigliere comunale Salvatore Napodano, delegato al commercio e alle attività produttive. Il giovane esponente politico, tra i più stretti e fidati collaboratori del senatore Pietro Langella, leader del Movimento Popolare Campano, si è sentito chiamato in causa dopo la protesta del gestore del negozio “Piccoli amici” e la nota ufficiale del Partito Democratico.

La protesta del gestore del negozio “Piccoli Amici” è diventata un caso politico. Come mai?

Ho assistito con rammarico alle polemiche sterili che da ieri si susseguono sotto forma di post sui vari social e addirittura di note stampa di partiti. In qualità di consigliere comunale di maggioranza prima e di delegato alle attività produttive poi, mi corre l’obbligo fare alcune precisazioni.

Vale a dire?

Per quanto concerne la manifestazione “Una star a 4 zampe”, l’ottima collega Teresa Matrone ha chiesto un mio supporto all’organizzazione, che ho dato molto volentieri come ho sempre fatto, anche quando ero in minoranza, perché il compito di un amministratore non è quello di criticare soltanto, ma è quello di far si che tutto ciò che si fa per i cittadini possa riuscire nel migliore dei modi. È ovvio, siamo esseri umani e pertanto con la possibilità dell’errore, ma chi non fa non sbaglia e purtroppo a cavalcare l’onda di questa polemica sono proprio persone che hanno fatto del “non fare” loro modus vivendi, per non sbagliare. Parlo adesso in qualità di delegato alle attività produttive.

Prego…

Ieri durante la manifestazione cinofila così ben riuscita mi è stato riferito – mentre ero impegnato in villa comunale a montare stand e impianto audio, perché quando un amministratore può far risparmiare qualche soldino ai contribuenti, si scorcia le maniche e lavora in prima persona – di un manifesto listato a lutto dove si diceva “così muore il commercio di Trecase”.

Già chi sono o sarebbero i responsabili di tutto ciò?

Adesso vorrei da una persona di cultura come lei, un aiuto a capire chi sarebbe il “killer” del commercio che si nascondeva tra i partecipanti. Abbiamo coinvolto solo persone del posto, l’associazione cinofila ha sede in via Bosco del Monaco a Trecase, le pizzerie coinvolte sono di Trecase, il fioraio è di Trecase, solo lo sponsor per i gadget ai partecipanti non lo era perché azienda di fama nazionale. Ad un negozio esperto nella materia presente sul territorio è stata chiesta la partecipazione proprio attraverso l’associazione cinofila ma non so per quale motivo ha declinato l’invito. Nonostante ciò, è stato mio preciso volere (ovviamente concordato con la collega Matrone) che la manifestazione partisse dal lato di Trecase effettivamente un po’ più penalizzato rispetto al centro storico e che addirittura passasse per il negozio di animali in questione per dargli l’opportunità di farsi pubblicità pensando avesse almeno esposto un banchetto di prodotti. Pensi invece quando mi hanno detto del manifesto!

Lei, come consigliere delegato, di che cosa si occupa?

Da quando ho avuto l’onore delle deleghe da parte del sindaco De Luca, ho iniziato un capillare lavoro sul nostro territorio, abbiamo cominciato con il mercato e tra qualche giorno ne vedremo i frutti, adesso passeremo ai commercianti locali, con una discussione aperta su cosa potrebbe fare l’amministrazione per aiutarli in questo momento di crisi, ma anche questo risulta difficile perché non sono tutti raccolti sotto sigle di associazioni di categoria ma molti ragionano ancora con “ognuno per sé Dio per tutti”. Per quanto riguarda invece un partito locale che chiede al suo giornale cosa io stia facendo per Trecase, posso soltanto dire che in pochi mesi di insediamento ci stiamo dando molto da fare, non ricordo invero cosa abbiano fatto invece i loro rappresentanti in ben due anni e mezzo di amministrazione. Ma si sa… una nave se resta sempre ferma nel porto è al sicuro, ma non è certo per questo che è stata costruita, e se loro hanno scelto di ancorare le loro navi per non far danni, noi invece le nostre le facciamo navigare pur coscienti che qualche volta si possa rischiare di incrociare una tempesta.

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