Trecase, ecco la metamorfosi dell’ex assessore Farese: da pasionaria rossa a imprenditrice stile Cannavacciuolo

Quando, qualche tempo fa, lasciò, anche in maniera plateale, lo scranno di assessore per sistemarsi in mezzo ai cittadini che seguivano il consiglio comunale, pochi avrebbero scommesso su un suo ritorno sulla scena pubblica. E invece Amelia Farese ha stupito tutto ritagliandosi il ruolo di imprenditrice della ristorazione, proprio nella città di origine. Sta, infatti, per aprire i battenti nelamelial’ex Banco di Roma di via Nuova Cirillo “C’era una volta”, un po’ ristorante, un po’ edicola, un po’ libreria, un po’ casa editrice, un po’ pub.

Insomma un locale che si inserisce nel filone moderno che intreccia il buon cibo, al vino, alla lettura, alla musica e, perché no, persino all’arte. pietroLa metamorfosi dell’ex assessore si deve al sodalizio professionale con Pietro Catalano (nella foto accanto), imprenditore “sui generis” che anche fuori della Campania ha sperimentato questo nuovo modo di intendere la vita: un mix di saperi, sapori e odori. Perché il cibo è cultura, identità, tradizione. La “pasionaria” rossa non ha perso, però, l’ancoraggio alla falce e martello e tiene a sottolineare, nel corso di una sorta di conferenza stampa di presentazione, che sono state assunte tutte maestranze locali (in prevalenza di Trecase) e non soltanto giovani (“per non essere accusati di sfruttare solo le agevolazioni”). In “C’era una volta” si mangerà, si berrà, si ascolterà buona musica ma ci sarà spazio anche per spettacoli vari, cene con delitto  e si terranno laboratori di ogni genere. La “landa desolata”, come qualcuno definisce l’ex frazione di Boscotrecase, comincia ad animarsi. O almeno, questa, è la speranza di Amelia Farese che oltre a ricordare la fisionomia del papà, il grande professore Vincenzo, matematico e fine umanista, ne perpetua lo spirito indomito. E scommette, insieme al socio, alla famiglia ed a tutto il personale, sulla cultura del territorio. In bocca al lupo!

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