Trecase, bene confiscato diventa sede della protezione civile

pc-di-trecase“Raramente un comune è così spedito nella fase di acquisizione al proprio patrimonio e nella utilizzazione di un bene confiscato alla criminalità organizzata”. Le parole della delegata del Prefetto di Napoli, Carmela Pagano, riassumono il senso di una sfida che il sindaco di Trecase, Raffaele De Luca, ed i suoi più stretti collaboratori hanno dimostrato di voler vincere fin dall’inizio.
Nell’ottobre 2018, alla presenza del coadiutore dell’Agenzia Regionale dei beni confiscati, l’attuale titolare della fascia tricolore, il responsabile del settore, Giovanni D’Iorio, il comandante della polizia locale, Gennaro Balzano e il coordinatore, ispezionarono per la prima volta l’appartamento di via Antonio Sciesa 46, da ieri sede operativa del Gruppo Volontari della Protezione Civile del Comune di Trecase.
Una volta espressa la volontà di utilizzare il bene per una finalità sociale sono stati posti in essere tutti gli atti amministrativi necessari e, nel giro di pochi mesi, il sogno è diventato realtà.
C’erano il presidente del Tribunale Ernesto Aghina, il procuratore della Repubblica facente funzioni Pier Paolo Filippelli, il generale Carmine De Pascale, Presidente del Comitato regionale della Protezione Civile ed i vertici delle forze dell’ordine che operano sul territorio (Carabinieri, Polizia di Stato e Capitaneria di Porto) il parroco rettore del Santuario della Madonna delle Grazie e San Gennaro, don Aniello Gargiulo (che ha benedetto i locali e portato i saluti del cardinale arcivescovo, Crescenzio Sepe, cittadino onorario di Trecase) alla cerimonia di inaugurazione.
Un evento all’insegna della sobrietà che ha registrato la partecipazione di una delegazione dell’opposizione consiliare e di un discreto numero di cittadini che hanno accolto con favore la decisione di destinare il bene confiscato al clan Giunta a sede della protezione civile.
Il primo cittadino non ha nascosto la propria emozione: “Non capita tutti i giorni – ha detto nel prendere la parole – ma vi posso anticipare che molto presto acquisiremo al patrimonio comunale altri beni confiscati che, ovviamente saranno destinati al riuso sociale”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del Tribunale di Torre Annunziata che si è soffermato sul valore simbolico delle confische: “le pene che irroghiamo nell’ambito dei processi penali molto spesso non vengono percepite dalla gente comune, mentre invece il riuso dei beni confiscati assume una forte valenza simbolica”. Per il procuratore Filippelli “la repressione, pur importante, da sola non basta se è affiancata da gesti di libertà dei cittadini del territorio e dei rappresentanti delle istituzioni locali”. Il presidente De Pascale ha preannunciato iniziative volte a diffondere la cultura della prevenzione nei comuni della fascia pedemontana del Vesuvio. In occasione della inaugurazione è stato presentato un opuscolo informativo sul rischio sismico e vulcanico. Nei prossimi giorni la sede operativa entrerà in funzione. Le attività operative sono state affidate alla vicecoordinatrice Sandra Ardito.

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