ANTICHI MESTIERI: Il Capo pastaio

PASTIFICIO SETARO

PASTIFICIO SETAROIl mestiere. Questa figura è strettamente legata alla grande tradizione della produzione della pasta. Molti sapranno che l’antica tradizione dell’arte bianca era molto fiorente in alcuni comuni del napoletano come Torre Annunziata, Gragnano, Nola. Nel pastificio, tra le varie figure professionali, spiccava quella del capo pastaio, ‘O mpastatore, una sorta di moderno addetto al controllo di qualità. Il capo pastaio controllava che l’impasto ottenuto fosse della giusta consistenza, solo allora poteva essere trasferito alla fase successiva, quando l’impasto era ormai diventato una massa elastica e compatta pronta per essere immessa nella trafila. Il capo pastaio era responsabile di tutti i problemi della produzione e di quelli che potevano presentarsi nel corso della ‘mpastata.
Il capo pastaio si avvaleva della collaborazione di personale specializzato : l’impastapasta, addetto alla impastatrice; il serrapresa, ovvero l’addetto alla trafilatura; gli aizacanne, giovani operai addetti al trasporto delle canne con la pasta all’asciugatura; gli sfilacanne e i tiracanne, gli ultimi della catena lavorativa addetti a sfilare dalla canna la pasta che nel frattempo era stata messa ad essiccare. L’asciugatura avveniva in luoghi freschi e ben ventilati e quando i locali erano insufficienti le canne, cariche di pasta da essiccare, venivano messe sul marciapiede della pubblica via dove il pastificio si affacciava. Il prodotto finito veniva confezionato in pacchi dal caratteristico colore blu dal peso che variavano da mezzo ai cinque chilogrammi.
Le aziende. Nel 1950 nella sola Torre Annunziata si contavano ben 15 molini e più di quaranta pastifici con una produzione di 3000 quintali di pasta al giorno, dai piccoli pastifici con una produzione giornaliera di 25 quintali (Alterio, Bisogno, Cirillo, Russo, Raiola) ai grandi pastifici, capaci di una produzione giornaliera di oltre 200 quintali (Pastifici Fabbrocini, Scafa, Voiello). Oggi la tradizione dell’ arte bianca resiste a Torre Annunziata grazie al pastificio Setaro in via Mazzini, a Boscoreale con il pastificio “Arte&Pasta” e a Boscotrecase con il pastificio Izzo con sede in via Nazionale, attive e dinamiche realtà artigianali che vantano una produzione di indubbia qualità. Infine grazie ad un attento lavoro di marketing ed alla soluzione del consorzio, i pastifici di Gragnano negli ultimi anni stanno conoscendo una nuova stagione di successi in Italia e all’estero.
di LUIGI BALZANO

La storia di Torre Annunziata attraverso i giornali

coperta

copertaIl Centro Studi Storici “Nicolò d’Alagno” continua a portare avanti l’opera di divulgazione storico letteraria iniziata in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Torre Annunziata “Ernesto Cesaro”. Quest’anno, in occasione del secondo appuntamento della Rassegna libraria  “Rivediamoci tra storie e ricerca”, giunta già alla sua seconda edizione, sarà presentato un volume di carattere storico – giornalistico che tratta una serie di vicissitudini inerenti la città di Torre Annunziata dal 1882 al 1972 dal titolo “51 episodi storico giornalistici su Torre Annunziata – Raccolta I (dal 1882 al 1972)” curato da Vincenzo Marasco e Antonio Papa edito dalla E.S.A. (Edizioni scientifiche e artistiche) di Torre del Greco.

Introducono Antonio Irlando, assessore alla Cultura della Città di Torre Annunziata, Magherita Mangiola, direttrice della Biblioteca Comunale di Torre Annunziata “Ernesto Cesaro”. Relaziona: Massimo Corcione, managing director Sky Sport. Modera: Carmine Alboretti, vaticanista, condirettore del periodico culturale Lapilli. Al termine della presentazione gli intervenuti potranno visitare una mostra a tema con gli esemplari degli antichi giornali che fanno parte della Emeroteca della Biblioteca comunale di Torre Annunziata. L’appuntamento è per il 12 Giugno, alle ore 18.30, presso la Biblioteca comunale di Torre Annunziata “Ernesto Cesaro”.

Gori di Torre Annunziata, afa e disagi per i poveri utenti

Gori

GoriSe è vero che la cifra di un’azienda si vede dal modo in cui tratta i propri utenti allora la Gori, da questo punto di vista, ha molto da imparare. Basta trattenersi davanti allo sportello di corso Umberto I a Torre Annunziata, ad un tiro di schioppo dal Palazzo di giustizia, per rendersene conto.

Fin dalle prime luci dell’alba l’ufficio è letteralmente preso di mira dagli utenti per il disbrigo delle pratiche connesse alla gestione del servizio idrico. E non potrebbe essere altrimenti, visto che il bacino di utenza è molto vasto e comprende anche i comuni vicini.

Per evitare di trascorrere tutta la mattinata davanti allo sportello è necessario prendere il famigerato “numeretto”. Ma questo “sacrificio” non basta ad evitare i disagi. L’ambiente angusto ha, infatti, indotto i vertici della struttura a disciplinare l’accesso in maniera molto rigorosa. Il che significa che solo poche persone alla volta possono entrare e interagire con gli impiegati.

All’esterno, nel frattempo, si forma una fila di svariate decine di metri. Con le temperature degli ultimi giorni anziani, donne e bambini in attesa di essere ricevuti dagli impiegati rischiano una insolazione.

Possibile che non si riesca a trovare una soluzione dignitosa che eviti ai cittadini questa “tortura”? Perché i vertici della Gori non prendono accordi con i sindaci per creare, a costo zero, degli uffici presso le varie municipalità ed evitare ai soliti tartassati disagi a non finire? C’è qualche sindaco che intende farsi “parte diligente”?