Boscoreale, il centro antiviolenza “Ti Ascolto” lascia la sede di via dei Gesuiti

Fenice

FeniceA partire dalla prossima settimana il centro antiviolenza “Ti Ascolto”, a cura delle volontarie dell’associazione Fenice Vulcanica non sarà più presente presso la sede di via Gesuiti, nei locali messi a disposizione da Don Tommaso Ferraro, parroco del Santuario della Madonna Liberatrice dai Flagelli.

“Ringraziamo Don Tommaso per l’ospitalità ricevuta in questi mesi e comprendiamo le ragioni per le quali ci ha comunicato che non sarà più possibile svolgere l’attività di assistenza per le donne vittime di violenza” ha spiegato Angela Losciale, presidente del sodalizio.

“Comunicheremo a breve l’indirizzo della nuova sede – ha aggiunto – ricordando che l’attività di ascolto non si ferma, grazie al numero di telefono sempre attivo, 3662822489”.

Ufficio ticket trasferito, protestano i sindaci di Boscoreale e Boscotrecase

Logo_ASLNA3_Sud

Logo_ASLNA3_SudVibrata protesta dei sindaci di Boscoreale e Boscotrecase per l’improvviso spostamento da Boscotrecase a Torre Annunziata dello sportello del servizio esenzione ticket disposto dall’Asl Na3 sud, che penalizza un bacino d’utenza di circa 45.000 cittadini. Con una nota a firma congiunta, indirizzata al Commissario straordinario e al responsabile del servizio assistenza distrettuale dell’Asl Na3 sud, i sindaci Giuseppe Balzano e Agnese Borrelli, nel raccogliere le rimostranze pervenute da tanti cittadini, rilevando di “non conoscere appieno le motivazioni e il contesto

in cui è maturata tale decisione, che allo stato attuale sembra azzardata in quanto penalizza una platea di utenti portatori di evidenti gravi disagi psicofisici ed economici”, e facendosi “portavoce degli “ultimi”, ma che non sono tali”, hanno chiesto di “ripristinare ad horas il servizio esenzione ticket nella sede distaccata di Boscotrecase”.

Metro Municipio, targa in memoria dell’operaio boscorealese Salvatore Renna

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lapideNella giornata della Festa della Repubblica, nella stazione della Metropolitana di piazza Municipio a Napoli, presenti il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e quello di Boscoreale, Giuseppe Balzano, è stata scoperta una lapide in memoria di Salvatore Renna, operaio di 41 anni, cittadino di Boscoreale, che ha perso la vita in un tragico sabato pomeriggio del 20 settembre 2014 precipitando da 20 metri di altezza mentre lavorava nel cantiere della metropolitana. “Salvatore è una delle troppe vittime del mancato rispetto delle norme sulla sicurezza e del dilagare del lavoro irregolare, mai sufficientemente contrastati – spiegano i due sindaci -. Anche in questo caso il richiamo alla fatalità è fuorviante ed inaccettabile. Noi Sindaci, nel dedicare una lapide perenne a Salvatore Renna, intendiamo affermare che il tempo non può far dimenticare a nessuno i troppi morti e infortunati sul lavoro che il nostro Paese continua a registrare, tragico record nell’Europa, e, contemporaneamente, ribadire il nostro impegno civile in materia di contrasto all’insicurezza e al mancato rispetto delle norme. Preliminarmente, il Comune di Napoli ribadisce il proprio concreto impegno a contribuire alla borsa di studio istituita dal Comune di Boscoreale per garantire la conclusione del percorso scolastico alle due figlie minorenni di Salvatore”.

I due Comuni – aggiungono Luigi de Magistris e Giuseppe Balzano- chiederanno con forza, alla nuova Giunta regionale della Campania, la rapida approvazione di una Legge regionale che istituisca, per tutti i figli delle vittime di incidenti sul lavoro, un fondo per garantire lo svolgimento del proprio percorso scolastico impedendo, così, che la scomparsa di un genitore ne determini l’interruzione o ne condizioni le scelte. noi Sindaci siamo impegnati a:chiedere l’incremento degli strumenti di controllo nei cantieri per contrastare il lavoro nero e l’elusione delle norme sulla sicurezza sul lavoro; sostenere con il Governo che nella prossima legge di stabilità si rafforzino in modo significativo gli organici di quanti sono chiamati a svolgere funzioni ispettive e di controllo oggi oggetto di un progressivo svuotamento;proporre alle forze politiche la definizione di norme in materia di appalti e sub appalti che rendano ancora più cogente il contrasto al lavoro irregolare ed insicuro fino a prevedere, in caso di irregolarità accertata, l’impossibilità di poter partecipare a qualsiasi altro appalto; definire percorsi nelle nostre amministrazioni che, mettendo in comune ed integrando le banche dati fra i diversi soggetti che intervengono in materia di cantieri edili, contribuiscano ulteriormente a contrastare il lavoro irregolare che sempre è legato al mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro”.