Serve uno sportello virtuale per rispondere alle denunce social

pagina Sindaco perché non hanno prelevato la spazzatura nella mia strada? Assessore come mai il traffico veicolare si blocca sempre in prossimità di quella determinata piazza e non si trova mai un vigile urbano nelle vicinanze? A cosa dobbiamo l’onore del blackout di ieri sera che ci ha tenuto al buio per svariate ore? Ormai è una consuetudine postare sui social segnalazioni e denunce di disservizi  da parte della pubblica amministrazione. Si può agevolmente affermare che Facebook e Twitter sono ormai lo strumento preferito dei cittadini delusi o amareggiati per quello che non va.

E talvolta, come accaduto nei giorni scorsi – quando la consigliera comunale di opposizione Daria Cirillo ha “postato” una lunga lettera aperta indirizza al sindaco Pietro Carotenuto, imputandogli tutta una serie di mancanze, ottenendo in risposta la sfida ad un confronto pubblico nell’aula consiliare alla presenza della stampa – i politici, anziché utilizzare i vetusti strumenti offerti dal diritto e dal testo unico degli enti locali, preferiscono trasformare le loro prese di posizione su singoli argomenti che ineriscono la gestione della cosa pubblica in sfoghi social.

Ciò, in quanto hanno piena consapevolezza che, grazie alla Rete, possono raggiungere il maggior numero di persone possibili senza nemmeno richiedere l’intermediazione professionale di un giornalista, magari politicamente sgradito, che non si accontenta di recepire le dichiarazioni alla stregua di un notaio che rogita l’atto di compravendita di un appartamento, ma intende fare delle domande e pretende delle risposte convincenti. Accade abitualmente a Boscotrecase come a Trecase, dove, archiviata la parentesi elettorale, sono tornate in campo le foto  scattate con gli smartphone di cumuli di spazzatura e rifiuti di provenienza ignota abbandonati ai margini delle strade di periferia e sulla panoramica.

Facebook, Twitter, Linkedin e Instagramm sono immediati e diretti, arrivano dritti al cuore del problema e se si conoscono i trucchi solitamente utilizzati dai cosiddetti “social manager”, consentono di raggiungere vette di visibilità davvero inimmaginabili, almeno fino a qualche decennio fa. C’è, però, un aspetto che di solito non viene preso in considerazione. E cioè il fatto che, normalmente, gli organi della pubblica amministrazione locale, vale a dire gli uffici, non sono “connessi”, dunque, non conoscono le sollecitazioni che i cittadini affidano ai Social, né, salvo sporadici casi, hanno l’abitudine di effettuare un controllo del genere.

Di qui una proposta al passo con i tempi rivolta ai primi cittadini della fascia pedemontana del Vesuvio. Perché non istituire uno sportello virtuale del Comune, attraverso il quale dare risposte agli utenti che reclamano il rispetto dei loro diritti? A nostro sommesso parere questo sarebbe un bel segnale di attenzione delle istanze che provengono dal basso e, in secondo luogo, eviterebbe agli internauti di imbattersi in post grondanti di rabbia sociale e di indignazione ai quali nessuno, ma proprio nessuno, è capace di dare un seguito.

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