Raid nel Santuario di San Gennaro, l’indignazione corre sul web

raidIl paese è ancora sotto choc all’indomani del raid all’interno della Parrocchia Santuario di Santa Maria delle Grazie e San Gennaro. Tantissimi fedeli, provenienti anche dai comuni vicini di Boscotrecase e Torre Annunziata, si sono recati sul posto per esprimere solidarietà e vicinanza a don Aniello Gargiulo. Le immagini dell’ufficio del sacerdote, devastato dalla furia dei delinquenti, hanno fatto il giro delle tv locali e del web, suscitando unanime indignazione. Molti trecasesi che per motivi di lavoro risiedono in altre regioni italiane o, addirittura all’estero, hanno manifestato il proprio rincrescimento attraverso post al vetriolo sui Social maggiormente diffusi. Per fortuna, dopo aver individuato il luogo in cui erano custodite le offerte, i malviventi non hanno minimamente sfiorato le reliquie dei Santi e le opere d’arte di pregio che si trovano all’interno dell’edificio di culto. Un comportamento, a dir il vero, abbastanza anomalo. Su questi ed altri elementi emersi nel corso del sopralluogo di rito, indagano i carabinieri della stazione di Trecase, attualmente coordinati dal maresciallo Balzamo, vice del comandante Antonio Tiano. I militari che hanno effettuato i rilievi non hanno trovato impronte, né sulle porte che sono state forzate, né sulle pareti. I ladri, evidentemente, indossavano dei guanti protettivi. Pare che da poco tempo il parroco avesse fatto installare un nuovo impianto di videosorveglianza, allo scopo di prevenire eventuali raid. In diversi punti dell’edificio e delle sue pertinenze erano state collocate moderne telecamere dotate di una eccellente definizione. Le immagini acquisite avrebbero potuto dare un apporto notevole al lavoro degli inquirenti della Benemerita, facilitando la identificazione dei responsabili del furto. Come è noto i soliti ignoti hanno trafugato anche il computer con la memoria sulla quale venivano archiviati i filmati.

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