Con il progetto “reBOX” è guerra aperta allo spreco alimentare

minestra-di-fagioliIn Italia circa 145 chili di cibo ogni anno a famiglia finisce nella pattumiera, per un costo di 360 euro, secondo l’indagine dell’Osservatorio nazionale Waste Watcher, di Last Minute Market/Swg, che ha fotografato lo sperpero alimentare nel nostro Paese, consumato per il 75% proprio nelle case degli italiani. Allo spreco domestico (12 miliardi) va poi sommato quello nell’industria (circa 1 mld e 160 mln) e nella distribuzione (circa 1 mld e 430 mln) senza dimenticarsi delle perdite in campo (circa 1 mld e 25 milioni). Si arriva così al valore complessivo di 15 miliardi e 615 milioni di spreco alimentare annuo, riferito all’anno 2015 (elaborazione Distal Università di Bologna e Last Minute Market su dati Borsa Merci Bologna). Secondo l’ultima indagine Waste Watcher di SWG/Last Minute Market, l’Italia, però, crede nell’economia verde. I dati Waste Watcher dimostrano che l’81% degli italiani è disposto a farsi carico personalmente della svolta verde, a cominciare dal cibo. Infatti, la questione dello spreco alimentare sta a cuore al 91% degli intervistati: 4 italiani su 5 si dichiarano preoccupati per lo sperpero di cibo che in Italia ammonta a cifre pari a quasi 16 miliardi annui, ovvero l’1% del Pil nazionale. Secondo la ricerca è lo spreco domestico a fare la parte del leone, rappresentando più del 60% dello sperpero annuo di cibo nel nostro Paese.

A questo proposito, per aiutare la popolazione a modificare i propri comportamenti, utile può rivelarsi l’approccio del Nudging, in italiano tradotto come “la spinta gentile” verso la salute. L’idea di fondo è cambiare l’architettura del contesto, entrando nei piani educativi degli stati e nelle strategie di marketing delle aziende, indirizzando le persone a fare la cosa migliore in termini di istruzione, sanità e risparmio energetico. Sono molti i casi di successo nell’utilizzo di questa strategia, ad esempio la catena di supermercati Pay and Save ha attuato un progetto pilota in collaborazione con la New Mexico State University, per invogliare i clienti a mangiare meglio, posizionando delle grandi frecce verdi in direzione dei reparti con il cibo più salutistico, questo ha fatto sì che nove volte su dieci arrivati ad un bivio, i clienti, seguissero il segnale. Da tempo Edenred, inventore del Ticket Restaurant®, è impegnata nella lotta allo spreco di alimenti. In passato, ad esempio, l’azienda ha dato vita ad altre attività come la collaborazione con la onlus Banco Alimentare per il recupero del cibo in eccesso e il progetto “Il Buono che Avanza” attivato con l’associazione non profit Cena dell’Amicizia onlus con cui si invitavano i clienti dei ristoranti a portare a casa i piatti ordinati e non consumati completamente. Da evidenziare anche il progetto che ha coinvolto il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, per la realizzazione di speciali copertine di buoni pasto con consigli “antispreco”, per sensibilizzare i beneficiari dei buoni pasto a un’alimentazione sostenibile, a una corretta differenziazione dei rifiuti e alla lotta allo sperpero delle risorse.

In questo contesto si inserisce il progetto etico ed ecologico “reBOX”, nato dal volere di Marco Lei e Daniela Demasi, che hanno dato vita alla start-up Malvida, nata per la commercializzazione di scatole per l’asporto del cibo avanzato dai ristoranti o per il take away e dunque pensata per combattere lo spreco di cibo. reBOX ha più facce e usi: reFOOD, un contenitore riciclabile che consente di portare a casa in modo pratico e originale il cibo avanzato durante una cena al ristorante e che potrà poi essere conservato in frigo o messo direttamente nel microonde. La composizione della vaschetta interna di reFOOD è infatti appositamente studiata per la conservazione del cibo. Per il recupero delle bevande è stata, invece, progettata reWINE che permetterà di non lasciare al ristorante la bottiglia di vino aperta e non consumata.

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