Poggiomarino, un successo la “didattica a distanza” al Liceo “da Vinci”

sitoLa Scuola non si ferma davanti al Covid-19. Per carità nessuno ha perso la testa e pensa di farsi beffe (male, anzi malissimo) delle limitazioni alla mobilità imposte dal governo, a tutela della salite pubblica.
Ma la Rete può abbattere i muri e le distanze. L’intraprendente dirigente del Liceo “da Vinci” di Poggiomarino, Tiziana Savarese, il 5 marzo scorso, proprio nel giorno primo della sospensione delle lezioni disposta dal DPCM 4 marzo 2020, ha dato il via alla didattica a distanza.
Raccontano che c’è stato un incrocio fulmineo di messaggi e telefonate tra la preside e alcuni docenti per disporre misure immediate per garantire la continuità del servizio e mettere a frutto anni di esperienza maturati nell’utilizzo delle nuove tecnologie per la didattica, come condivisione di materiali, test online, bacheche virtuali, video-lezioni, teleconferenze. Intanto gli alunni, già organizzati nelle ore precedenti in vista di una probabile emergenza, sono pronti dalle loro camerette alla prima teleconferenza con la piattaforma Google Classroom.
In poche ore hanno completato la procedura e si sono immersi nello studio, scaricando dispense, confezionando video originali sulle attività assegnate individualmente per evitare contatti e raggruppamenti.
Un’alunna di quinta Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate, rappresentante degli studenti, normalmente piuttosto pigra nelle consegne e dal profitto modesto, ha scritto sulla bacheca di Classroom un lungo accorato messaggio in cui comunica ai prof e alla scuola sentimenti di attaccamento e gratitudine finora mai espressi, che suscitano forti emozioni.
“La scuola – spiega la preside che, all’apparenza, si mostra severa, ma vuole bene sul serio ai suoi ragazzi – è uno dei pochi punti di riferimento che rimangono loro, fanno domande profonde, guardano dalle webcam con occhi lucidi di speranza. Per noi adulti-genitori-professori è necessario esserci. Con la tecnologia. Con l’umanità che può essere veicolata anche da una webcam. Soprattutto perché il mondo riprenderà inevitabilmente a girare presto alla sua solita velocità angolare e per i giovani avere l’impressione di un ritmo regolare che si sovrappone a un tempo inaspettato, informe, sospeso nell’allucinazione globale, è qualcosa che ricorderanno tra poco e per sempre”.
“Nel prossimo anno – conclude – ci organizzeremo per svolgere il lavoro a distanza , molto in anticipo, affinché periodicamente ci diano spazi per la didattica a distanza nei momenti difficili dell’ anno scolastico, quando, per esempio, il recupero può essere gestito per l’ intero anno con il gruppo dei ragazzi più deboli”.
E allora, che dire? Buona navigazione in classe virtuale. Il coronavirus passerà, ma tutto ciò che viene appreso in questo momento di difficoltà farà parte del bagaglio umano e professionale dei cittadini del futuro. Non è forse a questo che serve la scuola?

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