Parco del Vesuvio & rifiuti, dossier in Procura, sos a Costa e Bonavitacola

Una dettagliata denuncia alla magistratura con foto geo-localizzate per individuare gli autori degli scempi ambientali perpetrato in località “Fruscio” di Boscotrecase, vale a dire in pieno Parco Nazionale del Vesuvio. L’iniziativa legale è stata anticipata con un comunicato stampa da Legambiente onlus, Zero Waste Italy, Libera e Let’s Do it Italy a conclusione della campagna “Puliamo il Mondo”, clean up mondiale promosso da Legambiente onlus che ha visto associazioni, comitati, scuole e centinaia di cittadini impegnarsi concretamente per rendere migliore e più pulito il proprio territorio. In poche ore, i volontari delle organizzazioni, insieme al Comitato Cittadino di Boscotrecase ed alla Rete dei Comitati vesuviani, hanno raccolto oltre 500 Kg di rifiuti, tra cui vetro, plastica, pneumatici, metalli, ma soprattutto rifiuti speciali che, grazie all’impegno e alla partecipazione dell’Amministrazione comunale di Boscotrecase, sono stati rimossi ed avviati al centro di raccolta.  Ma non è tutto. “In quell’area del territorio di Boscotrecase – affermano con grande amarezza –  ci sono cadute le braccia dallo sconforto. Tonnellate e tonnellate di rifiuti soprattutto speciali gettati nei sentieri come un’immensa discarica  in un luogo emblematico del Parco Nazionale del Vesuvio, dove esiste un intreccio unico  tra agricoltura e biodiversità, un geosito a ridosso delle Aziende vinicole del Lacryma Christi impiantate sulle lave e i prodotti vulcanici dell’eruzione del 1906 , un’area naturalistica tra le più importanti dell’area protetta.  Un’immagine terribile da lasciare  senza fiato e con una rabbia interiore oramai non più contenibile”. Centinaia di volontari e scolaresche hanno potuto toccare con mano lo scempio ambientale ed il disastro con cui deve fare i conti quotidianamente l’area naturale protetta: “da via Montagnelle al confine tra Torre del Greco e Trecase, a via Castelluccio tra Ercolano e San Sebastiano, dal sentiero n.3 fino a S. Maria a Castello  a Somma Vesuviana, passando per l’Olivella  di Sant’Anastasia, salendo per l’area della Fungaia del Somma verso Ottaviano, percorrendo la Zabatta e l’alveo della  Profica a San Giuseppe Vesuviano e Terzigno fino ad arrivare all’ultimo scempio di via Argano/Fruscio a Boscotrecase. Senza dimenticare poi le discariche di Stato in località “Pozzelle “ a Terzigno oltre a tutti i sotterramenti abusivi e scempi ambientali perpetrati a danno del patrimonio pubblico documentato dai tantissimi interventi delle autorità di controllo e certificate da migliaia di foto di volontari e dalle innumerevoli inchieste della Magistratura inquirente”. Il più piccolo parco nazionale, il più urbanizzato e dunque il più pericoloso, e nello stesso tempo il più aggredito Parco d’Europa. Di qui la richiesta di un incontro all’Assessore Regionale all’Ambiente Fulvio Bonavitacola e al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa,  per rendere pienamente operativo il DEC/SCN/87 del 21.03.1996  che specifica ruoli e competenze istituzionali e dispone gli strumenti idonei alla tutela del bene comune dell’Area protetta del Parco nazionale del Vesuvio: “urge una task force,  un impegno straordinario tra istituzioni, associazioni,  cittadinanza attiva e imprese produttive agricole per bloccare lo scempio ambientale e ripristinare le condizioni minime di legalità, tutela e salvaguardia del patrimonio di biodiversità unico nel suo genere. Se non dovessimo trovare pronto riscontro dalle istituzioni locali e nazionali, non esiteremo a rivolgerci agli organismi della UE di Bruxelles”.

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