Ospedale di Boscotrecase, donate 150 visiere a medici e infermieri

osp-2La gentilezza salverà il mondo. Anna è una ragazza cresciuta in quella palestra di umanità che è l’Oratorio San Domenico Savio fondato dal compianto don Antonio Izzo e di cui ha raccolto l’eredità l’eclettico don Federico Battaglia. Studiosa, brillante e dotata di una non comune sensibilità che la conduce spesso ad abbracciare la causa degli ultimi, la giovane ha compiuto un atto di generosità grandissimo a favore del personale dell’Ospedale “Sant’Anna e Madonna della neve” di Boscotrecase.

Ha, infatti, acquistato tramite Amazon 150 visiere protettive di sicurezza che consegnerà ai sanitari del presidio di via Lenze che la direzione generale dell’Asl Napoli 3 Sud ha pensato di reclutare nella lotta al nemico invisibile Covid-19. Quando ha appreso la notizia si è messa nei panni di quanti prestano la loro opera nel presidio ed ha pensato di alleviare, in qualche modo, i disagi determinati da questa decisione piovuta dall’alto.

“Non vi è nulla più importante di una vita umana – afferma la diretta interessata che ci ha pregato di non rivelare dettagli che la rendano riconoscibile – stiamo perdendo veramente troppo in termini di capitale umano, in questa  corsa contro il tempo e il virus. Ecco perché investire sulla sanità pubblica, da privati cittadini. Spero, con questo mio gesto, dettato da un forte sentimento di filantropia, possa lanciare un messaggio forte e chiaro: tutti possiamo donare e amare il nostro prossimo”.

Senza scomodare la favola africana del colibrì che si tuffa nelle acque del fiume e, dopo aver preso nel becco una goccia d’acqua, la lascia cadere sopra la foresta invasa dal fumo, si resta stupiti dal coraggio e dell’ottimismo che promana da una ragazza impegnata socialmente e professionalmente nella valorizzazione delle eccellenze del nostro territorio. “È tutta una questione di gentilezza – continua – di piccoli gesti di apertura alla vita ed al mondo che compio quotidianamente, quasi senza accorgermene ma danno un senso al resto della giornata”. E, parlando, ci torna alla mente una foto scattata da un reporter d’agenzia ai tempi della cosiddetta “guerra della monnezza” contro l’apertura di discariche all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio.

Da una parte i manifestanti – “mamme vulcaniche”, studenti, centri sociali, sindaci e amministratori – dall’altra le forze dell’ordine in assetto antisommossa per difendere una decisione moralmente ingiusta ma legittima dal punto di vista strettamente formale. Dal nulla spunta una ragazzina che regala un fiore ad una carabiniere di cui si intravede lo sguardo sorpreso attraverso il casco protettivo. Quel gesto evitò una carica e riportò la calma in una situazione molto difficile e delicata.

Quell’adolescente è diventata una donna. Ma non ha perso il suo grande cuore…

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