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Napoli, i vincenziani offrono il Pranzo dell’Epifania a poveri ed emarginati

pranzo-solidarietaSi conoscono uno per uno, si chiamano per nome. Cento amici che si ritrovano insieme il giorno dell’Epifania. I volontari della Società di San Vincenzo De Paoli, la comunità della parrocchia di San Vincenzo di Sant’Antimo, e le persone in difficoltà che abitano in strada. L’appuntamento è per la mattina del 6 gennaio 2018.  I senza tetto e tutte le persone in difficoltà che gravitano attorno alla Stazione di Napoli Centrale saranno invitati. Un bus li condurrà a Sant’Antimo, vicino a Napoli, dove sorge il Centro Ozanam, opera speciale della Società di San Vincenzo De Paoli diretta dal Presidente nazionale, Antonio Gianfico, che opera assieme a tanti amici santantimesi e delle Conferenze della città di Napoli. Tra loro ci sono moltissimi giovani, come Monica Galdo, membro dello staff nazionale e della Giunta Esecutiva. E’ davvero armoniosa la sinergia tra la Società di San Vincenzo De Paoli e la realtà della Parrocchia. Alle 11.30ci sarà la Santa Messa, celebrata dal parroco don Gianluca Lentini, fermo sostenitore della famiglia Vincenziana, assiduo e carismatico volontario. E per le ore 13.00 verrà servito il pranzo. Trovarsi insieme a tavola e scambiare un sorriso, condividere un racconto davanti ad un buon piatto. Un menù con antipasti, primi, secondi e dolci. Potrebbe sembrare una cosa normale, ma non è detto che sia così. Sì, perché anche se non li vediamo, o non sempre li vogliamo vedere, tra le nostre strade e nelle nostre città ci sono persone senza fissa dimora, famiglie in difficoltà, giovani senza lavoro, anziani che vivono al di sotto della soglia di povertà… per alcuni di loro non sempre è facile riuscire a permettersi un pasto regolare. La persona in difficoltà che si rivolge alla Società di San Vincenzo De Paoli sa di non essere un “numero” o un nome su una pratica appoggiata dall’altra parte del tavolo. Sa di non essere una “seccatura” che un volontario frettoloso sbrigherà con aria di sufficienza in pochi minuti. No! Nulla di tutto questo. Per il vincenziano il bisognoso è un amico, un fratello da andare a trovare a casa. Una persona con cui condividere le preoccupazioni e, come in questo caso, anche le gioie.

 

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