Folta delegazione di vesuviani alla manifestazione di Matteo Salvini

44L’autobus con i sostenitori di Noi con Salvini delle due Torri (Torre del Greco e Torre Annunziata) si ferma nel piazzale antistante la Basilica della Madonna del Buon Consiglio a Leopardi. Il gruppo, guidato dal coordinatore cittadino Franco Panariello (che è anche vicecoordinatore provinciale) e dai suoi vice Michele Langella e Ciro Calabrese, è composto da famiglie, pensionati, studenti universitari, professionisti ed esponenti delle forze dell’ordine. Nessun esagitato o estremista (come ci si attenderebbe, leggendo i commenti di chi si è battuto a spada tratta contro l’evento napoletano del leader leghista), ma tutte 11persone accomunate dal desiderio di rilanciare il Mezzogiorno d’Italia, puntando su un esponente di carisma, quale è, almeno secondo il loro punto di vista, l’europarlamentare lombardo. Le polemiche che da sempre accompagnano la figura di Salvini sembrano non scalfirli più di tanto. Qualcuno dice si è scusa, qualche altro che è ha le caratteristiche per risollevare le sorti dell’Italia.

Lungo il percorso verso Napoli si parla di politica, economia e vicende familiari; il clima è sereno, fino all’arrivo ad Agnano, dove l’autobus è costretto a fermarsi in attesa dell’arrivo degli automezzi blindati della Polizia di Stato. Si teme che la situazione dell’ordine pubblico possa precipitare, come è in effetti accaduto in alcuni punti della città.

L’ingresso all’interno della Mostra d’Oltremare avviene in un’atmosfera quasi surreale: tra due ali di poliziotti, finanziarie, carabinieri e vigili urbani in tenuta antisommossa e con un elicottero che dall’alto segue ogni movimento.

1Quando si materializza il leader Matteo Salvini (accerchiato quasi dalle telecamere e dai taccuini, desiderosi di una battuta sulla vergognosa gazzarra che si è consumata all’esterno della struttura e che non fa certo alla immagine della città) i vesuviani, insieme a tutti i loro colleghi delle altre regioni del Sud, fanno esplodere il proprio entusiasmo.

Non è certo l’urlo da Champions del vicino San Paolo. “Ma la vittoria della democrazia” (come afferma in apertura della kermesse il direttore di Canale 21, Gianni Ambrosino). Questo sì.

 

 

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