Ex maresciallo di Pompei morto al Pascale, la famiglia contro il medico legale

ccLa famiglia del maresciallo dei Carabinieri in congedo Pietro Apuzzo, deceduto per un presunto caso di malasanità l’estate scorsa, torna a far sentire la propria voce. A finire nel mirino è il medico legale Salvatore Ambrosio, nominato dal pm Sergio Amato per condurre i rilievi sul cadavere dell’uomo. Il motivo? A distanza di quasi nove mesi la perizia non è stata ancora depositata. Al professionista il sostituto procuratore di Napoli aveva assegnato novanta giorni di tempo per depositare il proprio elaborato. Alla scadenza del termine il medico aveva chiesto ed ottenuto una proroga di trenta giorni per poter portare a compimento le indagini scientifiche del caso. Il tutto, dunque, si sarebbe dovuto concludere entro il mese di dicembre.

“Non sappiamo cosa pensare – afferma il fratello della vittima, Gennaro, anch’egli ex militare dell’Arma – abbiamo cercato di contattare il medico legale, attraverso i consulenti di parte, sia telefonicamente che con l’invio di messaggi di posta certificata senza nessun riscontro. Inutile dire che un simile atteggiamento è inaccettabile da parte di un professionista che espleta le funzioni di ausiliario dell’autorità giudiziaria”. Il maresciallo Apuzzo, originario di Pompei, molto noto nella cittadina mariana anche perché ricopriva l’incarico di vicepresidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri, era stato ricoverato presso l’Istituto Nazionale Tumori – Fondazione Pascale di Napoli per l’asportazione di due polipi di piccole dimensioni al colon.

Un intervento considerato di routine. Il decesso sarebbe sopraggiunto a causa di una sospetta infezione contratta in ospedale dopo un calvario di 32 giorni. Prima della tragedia, il figlio ed il fratello avevano presentato una dettagliata denuncia ai carabinieri, sottolineando tutte le anomalie riscontrate durante la degenza. Sul presunto episodio di malasanità è stata aperta una indagine affidata al pubblico ministero Sergio Amato della Procura di Napoli ma, nonostante l’autopsia sia stata effettuata nella immediatezza del fatto le risultanze dell’esame autoptico non sono state ancora depositate.

Il timore della famiglia, assistita legalmente dall’avvocato Guido Sciacca del Foro di Torre Annunziata, è che più passano i mesi più sia difficile ricostruire come sono esattamente andate le cose: “Non vogliamo vendetta, ma giustizia – spiega l’ex brigadiere capo Gennaro Apuzzo – Abbiamo il diritto di sapere come si sono svolti i fatti e se vi sono profili di responsabilità nell’operato delle persone che avuto a che fare con il nostro congiunto durante il ricovero. Ne va della credibilità delle istituzioni”.

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