D’Ambrosio (ViviAmo Trecase): Ecco come deve essere la Trecase del futuro

viviamo-trecaseViviAmo Trecase è una Associazione politico-culturale, nata cinque anni fa con l’intento di favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla vita del paese e sensibilizzare l’opinione pubblica sui principali temi sociali ed ambientali. Sin dalla sua costituzione si è distinta per il suo impegno a favore dello sviluppo e della vivibilità del paese; Ha organizzato numerose iniziative a carattere culturale, ambientale e sociale, e, attraverso un continuo e costante confronto dialettico con l’Amministrazione Comunale, i partiti politici, e le altre associazioni e movimenti presenti sul territorio, ha stimolato e favorito il dibattito sulle problematiche di maggior interesse ed impatto per i cittadini. Abbiamo rivolto alcune domanda al presidente del sodalizio, Franco D’Ambrosio (nella foto). Quale pensate debba essere il ruolo di Trecase nel processo di riqualificazione dell’hinterland vesuviano? “Qualsiasi processo di riqualificazione del territorio vesuviano deve necessariamente tenere in considerazione la storia, la cultura e le tradizioni locali. Inoltre, secondo noi, lo sviluppo deve essere economicamente sostenibile ed ecologicamente compatibile. Ciò ci ha indotto a pensare e proporre per Trecase due direttrici di sviluppo economico: il turismo e l’agricoltura. Il primo per la presenza di un attrattore naturale quale il Vesuvio e per la posizione geografica eccellente – Trecase è baricentrica rispetto alle principali mete turistiche. La seconda perchè è nel DNA del paese ed ha sempre rappresentato la principale attività occupazionale. Riteniamo che attuando una seria politica di valorizzazione e promozione del territorio e riqualificando i prodotti agricoli locali turismo ed agricoltura possano essere i motori trainenti dell’economia locale “2020”. Nel nostro piccolo, abbiamo contribuito e contribuiremo a far si che ciò si realizzi. Molte delle nostre iniziative sono, infatti, tese alla valorizzazione del territorio ed alla sensibilizzazione di amministratori e cittadini su questi temi. Voglio citare a tale proposito la “Festa Contadina” giunta quest’anno alla quarta edizione. Essa non rappresenta solo un momento di divertimento ma vuole essere uno strumento di discussione e confronto”. Se da un lato i cittadini appaiono lontani dall’impegno politico, dall’altro si registra un pullulare di iniziative sociali e di volontariato. Ritenete che questa sia una tendenza consolidata? Come si possono riavvicinare gli elettori alle istituzioni? “Purtroppo credo sia così. Oggi la stragrande maggioranza dei cittadini non vede nel Palazzo la casa comune ma il luogo del malaffare per eccellenza e se ne tiene alla larga. Il susseguirsi di notizie di tangenti, di  ruberie e di spreco di denaro pubblico allontana ogni giorno di più le persone dalla politica. Per invertire la tendenza ci vorranno anni e sarà necessario un profondo cambiamento culturale sia nei cittadini che nelle istituzioni. Nei cittadini dovrà crescere la consapevolezza che “stare a casa” non serve, che bisogna smettere di delegare qualcun’altro e partecipare in prima persona alla gestione della cosa pubblica. Per anni abbiamo lasciato campo libero a chi della politica ha fatto il suo lavoro. Le istituzioni dovranno, a loro volta, essere più vicine al cittadino, parlare la sua lingua, trasformare il Palazzo in una casa di vetro di cui tutti possano vedere dentro. Non pensiamo sia semplice, ma riteniamo sia possibile, partendo da piccoli ma significativi gesti. Ad esempio, per rimanere in ambito locale, la pubblicazione sul sito web del Comune di Trecase di tutti gli atti pubblici (bilancio, allegati di gare, regolamenti, determine, eccetera) o la  creazione di una “Consulta delle Associazioni” con potere consultivo e propositivo su tutte le questioni amministrative”. Come associazione quali sono le priorità che ritenete improcrastinabili? “Risulta difficile stilare una classifica, perchè purtroppo le risorse finanziarie sono scarse e i problemi da risolvere molteplici e complessi. Due su tutti comunque sono quelli da citare. Interventi a favore delle famiglie più povere. Purtroppo, anche Trecase è stata duramente colpita dalla crisi economica e molte famiglie vivono situazioni di estremo disagio. Qualcosa è stato fatto (vedi lodevole iniziativa del “pacco alimentare”) ma è necessario fare di più, di concerto con l’Ambito e le associazioni di volontariato. Maggiore attenzione al mondo della scuola. Dal prossimo 1° settembre Trecase avrà una unica istituzione scolastica, l’I.C. Sancia D’Angiò. Questo dovrebbe/potrebbe rilanciare la scuola pubblica e favorire l’attuazione di misure comunali in suo (trasporto, mensa, riqualificazione delle strutture, …)”. La vocazione turistica è sufficientemente coltivata dalla classe dirigente? “Secondo noi si potrebbe e dovrebbe fare di più. Ovviamente un comune non si inventa a vocazione turistica da un giorno all’altro, ma, eventualmente, lo diventa al termine di un percorso. Per fare ciò occorrono anni e, soprattutto, una strategia mirata, che a parer nostro è mancata. Non è mai stata fatta pubblicità al territorio Chi conosce il nostro comune? Quando si parla di Trecase molti dicono ancora “ ah Boscotrecase?”. Non sono mai state messe in campo misure per attrarre i turisti. Perchè un turista dovrebbe venire a Trecase? Cosa gli offriamo? Non abbiamo investiro in infrastrutture e servizi idonei ad accoglierli. Aree di parcheggio inesistenti. Segnaletica inadeguata (ancora oggi molti bus turistici arrivano fino al prolungamento di via Vesuvio per scoprire che devono tornare indietro … Ora forse qualcosa sta cambiando. Questa amministrazione sembra intenzionata ad operare sul fronte della promozione turistica. Staremo a vedere”. Passeggiando nei pressi dell’Asl non si può fare a meno di notare lo stato di abbandono del vecchio campetto sportivo… “ … che si associa a quello della tensostruttura adiacente la Sancia D’Angiò, alla cantina sociale mai entrata in funzione, agli spazi verdi (le villette) poco curati e il cahiere de doléances non si esaurisce certo qui. Purtroppo, sin dalla nascita del comune si è pensato molto più a fare nuove opere pubbliche e ad acquisire strutture al patrimonio comunale  che a utilizzare, valorizzare e manutenere quelle esistenti. Se questo poteva andare bene trenta o venti anni fa, ora non è più così. Ora è necessaria mirare alla conservazione delle strutture e non a crearne di nuove. Come procedere? La soluzione ottimale sarebbe la gestione diretta da parte del comune, ma ci rendiamo conto che tale ipotesi è di difficile attuazione. Siamo quindi favorevoli all’intervento privato a patto che ciò non significhi alienazione tout court dei beni comunali. Una gara di affidamento in gestione deve quindi, oltre a garantire un tornaconto per chi investe, prevedere anche la fruizione della struttura per i trecasesi”. Che dire poi delle strisce blu lungo via Regina Margherita e del parcheggio a ridosso di Piazza San Gennaro? “Le strisce blu sono state un tentativo, secondo noi malamente riuscito, di fare cassa. A fronte di un introito per le casse comunali di importo non conosciuto – e qui torniamo alla necessità di una maggiore trasparenza – si sono creati enormi disagi ai cittadini e ai commercianti oltre che ad autorizzare la sosta selvaggia. Basti pensare allo spettacolo indecoroso che si replica tutti i giorni all’ingresso e all’uscita dei bambini da scuola, soprattutto a via Vesuvio, con macchine parcheggiate ovunque tranne che sulle strisce blu. La proposta di ViviAmo Trecase, fatta sia attraverso il nostro notiziario InformiAmo che alle forze politiche è semplice. Diminuire la tariffa oraria ad 80 centesimi consentendo la sosta per multipli di quindici minuti. Modificare l’orario di sosta a pagamento dall’attuale 8-14 ad un più congruo 9-13. Eliminare le strisce blu da via Regina Margherita sostituendole con il disco orario. Per quanto riguarda il parcheggio di via Casa Cirillo, condizione indispensabile perchè vada veramente in funzione e venga utilizzato al massimo è l’apertura del su Piazza San Gennaro. Pochi metri e molti ostacoli impedisco la sua realizzazione ma riteniamo sia una opera indispensabile, anche nell’ottica di una maggiore vivibilità del paese”.

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