Boscotrecase, il comune cerca location di lusso per le unioni civili

sindacoBoscotrecase si candida a diventare il paese dei matrimoni civili. E punta sulle location suggestive che possono mettere a disposizione gli operatori privati per attrarre l’interesse delle coppie che vogliono pronunciare il loro sì davanti al sindaco (o ad un suo delegato). L’amministrazione guidata da Pietro Carotenuto non smette di stupire in quanto ad originalità. E quello del business delle nozze civili, per quanto inviso ai “tradizionalisti”, ancorati, com’è giusto che sia, alla celebrazione in Chiesa, potrebbe diventare un volano di sviluppo con positive ricadute sull’economia del territorio.  Una recente deliberazione del Consiglio Comunale (la n. 5 del 7 aprile 2018) ha approvato il Regolamento per la celebrazione dei Matrimoni e delle Unioni civili. L’art. 3 del testo stabilisce che l’Amministrazione può individuare altre sedi istituzionali destinate alla celebrazione dei matrimoni e delle unioni civili. Di qui la verifica della disponibilità dei proprietari (o di coloro che possono legittimamente disporre) di siti di rilevanza storica, culturale/artistica, ambientale e turistica, presenti nel territorio comunale, a concedere in comodato gratuito per tre anni, in uso esclusivo, all’ente, uno spazio idoneo da utilizzare per lo svolgimento della sola funzione. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è di offrire ai cittadini e a tutti coloro che intendono celebrare il proprio matrimonio nel territorio di Boscotrecase l’opportunità di usufruire di sedi separate, contribuendo così ad una maggiore conoscenza del patrimonio naturalistico e storico locale, con ricadute positive sull’economia della zona. Si possono “candidare” strutture ricettive ed edifici che siano di particolare pregio storico, architettonico, ambientale o turistico. A seguito delle manifestazioni di interesse che saranno presentate, con successivo atto della Giunta Comunale, sarà approvata l’istituzione di uno o più separati uffici dello Stato Civile presso locali di proprietà privata che, tuttavia, si trovano nella “disponibilità giuridica del Comune”. Ci sono, però, alcune regole da rispettare: lo spazio aperto o il luogo chiuso nel quale si svolge il rito nuziale, dovrà avere superficie non inferiore a mq 25 e dovrà essere destinato a tale finalità con ragionevole carattere di continuità temporale, per il tempo utile non inferiore ad un’ora, durante il quale il concedente si impegna a precludere detto spazio all’utenza estranea al rito nuziale. Dovrà, inoltre, essere garantita l’accessibilità a persone diversamente abili. (m.c.)

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