Boscotrecase: puzza di plastica bruciata nell’aria, sos ai carabinieri forestali

municipio-boscotrecaseÈ mistero fitto intorno alla provenienza della puzza di plastica bruciata che si avverte all’alba nella zona tra Boscotrecase e Trecase. Un odore acre, insopportabile che costringe le persone a tenere le tapparelle chiuse. Sul punto un comitato spontaneo di cittadini ha avviato una raccolta di firme che, nei prossimi giorni, saranno consegnate al sindaco di Boscotrecase, al direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud e alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. La richiesta è quella di avviare dei controlli serrati con l’impiego delle forze dell’ordine specializzate nella salvaguardia dello straordinario patrimonio ambientale vesuviano e degli agenti della polizia locale. Adesso l’allarme si sta diffondendo attraverso i Social e sui gruppi di WhatsApp che, ccormai, hanno sostituito in tutto e per tutto l’invio degli sms e sono la forma di comunicazione preferita di tutti i possessori di un cellulare di ultima generazione. C’è fortissima preoccupazione, ovviamente, per le ricadute sulla salute dei cittadini. Anche gli esponenti delle principali associazioni ambientaliste si stanno muovendo per cercare di individuare i responsabili e fare in modo che siano identificati dalle autorità competenti. “Ho segnalato la cosa nei giorni scorsi ai carabinieri forestali di Boscoreale e Terzigno – dice Franco Matrone, pilastro dell’associazionismo ambientale alle falde del Vesuvio – ma non si riesce a localizzare il punto in cui il materiale viene date alle fiamme, né si riesce ad accertare la provenienza”.  È probabile che qualche sconsiderato abbia trovato un luogo sicuro per disfarsi dei residui di materiale plastico e che il vento trasporti il forte odore da una parte all’altra. Sta di fatto che molti sono costretti a chiudersi in casa ed evitano di far uscire i bambini alle prime luci dell’alba, in modo che, col passare delle ore, l’olezzo si disperda. Il consiglio degli esperti è di restare in guardia e di non esitare a denunciare eventuali movimenti strani ai carabinieri forestali o ai sindaci del territorio. L’obiettivo di tutti è infatti quello di stanare i facinorosi che si rendono responsabili di un simile scempio che, facendo disperdere diossina nell’aria, espone la salute di bambini, anziani, uomini e donne del territorio a rischi elevatissimi.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *