Boscotrecase, elogio della burocrazia “umana”

buonoIl rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, normalmente, non è idilliaco Tuttavia ci sono delle eccezioni che vale la pena di sottolineare. Se non altro per evitare di commettere l’errore di fare di tutta l’erba un fascio. Un esempio  può essere rappresentato dal comportamento davvero encomiabile dell’Ufficiale dello stato civile del comune di Boscotrecase, Salvatore Buono (nella foto) che avvertiamo  il dovere di evidenziare all’attenzione dell’opinione pubblica e, perché no, anche dei vertici dell’amministrazione interessata.

Sempre disponibile e pronto a rimboccarsi le maniche ogni qualvolta vi sia la necessità – il che significa praticamente sempre – Salvatore è diventato nell’arco di quasi 30 anni di onorata carriera un po’ il riferimento non soltanto per gli utenti del territorio ma di tanti boscotrecasesi nel mondo che a lui si rivolgono per ricostruire le proprie origini.  Impegno che richiede tempo che il colletto bianco vesuviano sottrae alla famiglia, senza chiedere alcun straordinario all’ente.

Senza dimenticare la circostanza che proprio ieri in maniera del tutto disinteressata ha prestato assistenza tecnica e sostegno umano alla prima coppia di uomini che ha deciso di contrarre una unione civile in base alla famigerata legge Cirinnà. L’impiegato comunale è andato ben oltre i doveri d’ufficio che, comunque, adempie sempre con rigore e decoro, accogliendo il piccolo gruppo di persone che doveva assistere all’evento di portata storica con grande familiarità, senza creare alcune pressione psicologica sui diretti interessati.

Non capita spesso, quando si ha a che fare con la burocrazia,  di ricevere spiegazioni contrassegnate dal sorriso e dall’educazione. Insomma Buono, così come tanti altri suoi colleghi, rappresenta, a nostro giudizio, il volto della pubblica amministrazione che funziona, quella si infischia del celebre motto del Principe Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord (“Surtout pas trop de zèle” ossia “Soprattutto mai troppo zelo”) per essere vicina ai cittadini, specie ai più indigenti: una burocrazia “umana”, “calda” anziché “fredda” e persino capace di ammettere i propri errori. Estendere questo modello su larga scala sarebbe già un bel passo in avanti…

 

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