Boscotrecase, allarme infiltrazioni nella Chiesa di San Francesco d’Assisi

1È allarme infiltrazioni nella Chiesa di San Francesco d’Assisi di Boscotrecase, nel cuore del quartiere “Oratorio”. L’edificio di culto, costruito direttamente dai fedeli all’indomani dell’eruzione del Vesuvio del 1906, rischia seri danni se non si interviene tempestivamente per impermeabilizzare il tetto. La comunità dei terziari francescani lancia un appello all’amministrazione comunale, alle istituzioni superiori ed a tutti i devoti per raccogliere i fondi necessari alla effettuazione dei lavori. “Ormai – afferma uno dei componenti del sodalizio – non possiamo più rinviare.  L’acqua piovana ha già creato diversi problemi all’interno del tempio con la comparsa di macchie di umidità sulla pareti e sulla volta. È necessario fare qualcosa prima che sia troppo tardi”. Purtroppo i fondi a disposizione sono pochi. Di qui il disperato grido di aiuto attraverso gli organi di informazione.

2La fraternità locale, seguita con sollecitudine pastorale dal parroco don Rosario Petrullo, oltre che dall’assistente spirituale dell’Ordine dei Frati Minori, fra Luigi Rossi, si è affidata all’ingegnere Alfredo Izzo che ricopre anche l’incarico di consigliere comunale ed ha accettato di mettere a disposizione gratuitamente la propria professionalità per redigere un piano delle opere da realizzare. Subito dopo i lavori, da affidare ad una ditta in possesso di tutti i requisiti previsti, occorrerà predisporre il restyling dell’unica navata esistente. Sulle pareti sono evidenti le tracce delle infiltrazioni d’acqua piovana. Le foto realizzate da uno dei componenti della congrega attestano il livello di deterioramento che è stato raggiunto negli ultimi tempi.

La presenza dell’Ordine francescano a Boscotrecase, risale al 1883 quando, per volontà del parroco Giuseppe Izzo fu eretta canonicamente la prima comunità con la partecipazione di molti cittadini del luogo.  La primitiva chiesa dedicata al Poverello di Assisi sorgeva nei pressi del campanile della chiesa parrocchiale di Sant’Anna dove attualmente è ubicato l’ufficio del parroco. Due correnti laviche della catastrofica eruzione del Vesuvio nell’aprile del 1906 invasero la piccola cittadina napoletana, e, una di queste, circondò la chiesa matrice. La lava, purtroppo, non risparmiò la piccola cappella di San Francesco che venne completamente distrutta, insieme alla statua lignea del Santo. Nel 1907 cominciarono i lavori per la costruzione di una nuova chiesa dedicata a San Francesco in un terreno vicino, messo a disposizione da due devote. La realizzazione, ultimata in cinque anni, vide collaborazione di tutti i cittadini: ognuno offriva ciò che poteva. I più indigenti, non avendo denaro a disposizione, si impegnavano a svolgere giornate lavorative, annotando su piccoli registri, alcuni ancora conservati nell’Archivio dell’Ordine Francescano Secolare della Regione Campania, le loro prestazioni a titolo di volontariato.  L’ex parroco Giuseppe Izzo, elevato, nel frattempo, alla dignità vescovile ed eletto alla sede di Cava e Sarno (Diocesi successivamente soppressa), offrì l’altare maggiore in marmi policromi e la mensa sulla quale è presenta una scritta in latino che attesta la donazione. I boscotrecasesi più in vista donarono tutto il resto. La Chiesa fu consacrata l’8 novembre del 1913.

Da allora, il tempio è diventato il simbolo della religiosità popolare dei boscotrecasesi che qui si riuniscono in occasione della Festa di San Francesco e delle altre solennità legate al mondo francescano. In questa chiesa, piccola ma accogliente, si sono formate intere generazioni di cattolici impegnati in politica e nel sociale. Qui si sono svolti i primi incontri pubblici contro l’apertura di discariche all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio (con la redazione di un’accorata lettera all’allora Papa Benedetto XVI firmata da tutti i sindaci del comprensorio), sono stati presentati una miriade di volumi, religiosi e non, sono state promosse manifestazioni a sostegno dei diritti umani, contro la violenza di genere, per la promozione della cultura della pace e del dialogo. Senza dimenticare le veglie di preghiera, i cortei contro la guerra e tutte le iniziative che i terziari francescani hanno organizzato per mantenere accesa la fiammella francescana in un territorio che si può senza dubbio definire difficile. Il sindaco in carica, Pietro Carotenuto, alla stregua dei suoi predecessori Agnese Borrelli e Nunziato Manzo, ha recitato, insieme a tutta la comunità, la Solenne Preghiera di affidamento di Boscotrecase al Santo, patrono d’Italia. Insomma la Chiesa di San Francesco, oltre che un bene ecclesiastico di valenza storica, è uno dei simboli dell’identità del paese e non può essere abbandonato al suo destino…

 

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