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Amianto e roghi, il Movimenti Beni Comuni scrive ai sindaci di Boscotrecase, Boscoreale, Trecase, Terzigno e Torre Annunziata

vesuvioUna lettera alla cortese attenzione del Sindaco di Boscotrecase, Pietro Carotenuto, del gruppo Consiliare “Piazza Pulita”, del consigliere Alfredo Izzo. E poi ai sindaci di Trecase, Boscoreale, Terzigno e Torre Annunziata è stata indirizzata da Mimmo Sella del Movimento Beni Comuni. “L’area vesuviana – si legge nella nota – e in particolare la pedemontana del vulcano è ormai scenario di ripetute e continue violenze ambientali. Siti di abbandono di scarti manifatturieri ed edilizi, tra cui manufatti di amianto mettono in pericolo la salute collettiva, poichè in seguito ad  incendi strategicamente appiccati, veicolano nell’atmosfera circostante sostanze concerogene tra cui le suddette fibre. Inoltre la morfologia del territorio e la naturale pendenza, portano a valle questi detriti trasportati dalle piogge, depositando nei centri abitati residui pericolosi”. Si fa poi presente che “la situazione degli abbandoni è dinamica, nel senso che la presenza di amianto è in uno stato di  abbandono incontrollato anche a causa degli enormi costi di smaltimento” e che “l’amianto è un agente universalmente accertato come cancerogeno ed a differenza di altri elementi la cui attività cancerogena tende a inattivarsi con il tempo, l’amianto presenta particolari ed eccezionali caratteristiche, nel senso che è un agente bioindegradabile  (vale a dire che conserva nel tempo le sue proprietà pericolose) e penetrato all’interno dell’organismo umano non viene inertizzato o inattivato o escreto a differenza di altri agenti”.

A questo punto si cita la Legge 23 marzo 2001, n. 93, concernente disposizioni in campo ambientale, che all’articolo 20 prevede la realizzazione di una mappatura completa delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto e il D.M. 18 marzo 2003, n. 101, emanato in attuazione dell’articolo 20 della citata legge, contiene il Regolamento per la realizzazione di una mappatura. Viene, inoltre, menzionata la deliberazione del Consiglio Regionale della Campania n. 64/01 nella seduta del 10 ottobre 2001, con cui è stato approvato il “Piano Regionale di protezione dell’ambiente, ai fini della difesa della salute”. Di qui la richiesta di “approntare un piano di vigilanza, [qualora il comune non avesse già dotazione] con un censimento dei manufatti sia privati che pubblici, inserendo in una “banca dati£  le categorie ed i singoli manufatti”.

In base al D.Lgs n. 152/2006 recante “Norme in materia ambientale” con particolare riferimento all’art. 192,comma 3 riguardante i provvedimenti in materia di competenza del Sindaco; si invitano i primi cittadini a emanare ordinanza rivolta ai proprietari e/o amministratori di immobili con copertura in lastre di cemento amianto; ai proprietari e/o amministratori di beni mobili ed immobili nei quali siano presenti materiali o prodotti contenenti amianto, libero o in matrice friabile o compattae ai titolari e/o legali rappresentanti di unità produttive con invito a dichiararne la presenza entro un termine perentorio di giorni prefissato e di attivare la polizia locale per il controllo, prevedendo che chiunque, in caso di presenza di manufatti o coperture in cemento-amianto nel territorio del Comune possa presentare segnalazione scritta o verbale. Le  autorità comunali vengono sollecitate “ad agire in una logica comprensoriale della tematica, con la creazione di una “cabina di regia” per contrastare sia il fenomeno dello smaltimento illecito dei rifiuti, che dei conseguenti roghi”.

 

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